La Bora uno dei venti più forti al mondo!!!

Oggi è tornata la Bora a Trieste !

Molti ne avranno spesso sentito parlare, di quel vento freddo e impetuoso che soffia spesso nei mesi invernali nel golfo di Trieste e frequentemente sono apparse sui media immagini di persone che camminavano a fatica a causa delle violente raffiche di vento.

La Bora è il vento più violento e turbolento d’Italia e dell’intero bacino del Mediterraneo. Visto le sue particolari e complesse caratteristiche è anche uno dei venti più studiati al mondo.

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Qualcuno si ricorderà di una delle più forte raffiche registrate dall’Istituto Nautico: quella del 10 marzo 2010 con una raffica di ben 188 km/h e in Slovenia si superarono i 200 km/h.

E’ un vento mitico, scrittori e poeti hanno dedicato versi alla Bora, al respiro di Trieste. Il suo nome deriva da Borea personificazione del vento del nord nella mitologia greca. Secondo la leggenda Eolo, dio dei venti girava per il mondo con i suoi adorati figli: tra questi la sua preferita era la giovane e capricciosa Bora.

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Un giorno, giunsero su un verdeggiante altopiano che scendeva ripido verso il mare e Bora si allontanò per andare a giocare con le nuvole. Incuriosita entrò in una caverna dove incontrò un umano Tergesteo, un Argonauta che era appena tornato dall’impresa del “Vello d’Oro”: fu amore a prima vista due giovani vissero felici in quella grotta sette giorni. Quando Eolo si accorse che la sua figlia prediletta era sparita, andò a cercarla.

Dopo giorni di ricerche, finalmente la trovò e, vedendola abbracciata a Tergesteo, Eolo si infuriò a tal punto che si avventò contro Tergesteo scagliandolo con violenza contro le pareti della grotta e lasciandolo a terra privo di vita. Dalle gocce del sangue di Tergesteo nacque il sommaco, pianta che da allora inonda di rosso le pietraie carsiche in autunno.

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Eolo ordinò a Bora di ripartire ma lei, distrutta dal dolore, scoppiò in un pianto disperato: ogni lacrima che sgorgava si trasformava in pietra e il verdeggiante suolo dell’altopiano venne ricoperto da un manto pietroso. Eolo decise, così, di lasciarla lì dove era nato e morto il suo grande amore.

Il mare, impietosito, ricoprì il corpo di Tergesteo di conchiglie, stelle marine e verdi alghe. Col tempo su di esso si formò una collina sulla quale sarebbe stata fondata una città che, in onore di Tergesteo, sarebbe stata chiamata Tergeste, l’attuale Trieste.

A Trieste ancora oggi Bora regna sovrana perchè il cielo le ha concesso di rivivere ogni anno tre, cinque o sette giorni di splendido amore: “chiara” fra le braccia del suo amore oppure “scura” in cui soffia impetuosa, accompagnata da lacrime di pioggia, nell’attesa di incontrare nuovamente Tergesteo.

Tralasciando per un attimo la leggenda, la Bora è un vento catabatico, non si orienta in un’unica direzione, secondo la legge di Buys Ballot, ma fluttua intorno ad una direzione media che è tipica per ogni località. Nell’alto Adriatico e sul golfo di Trieste la sua direzione tipica è proprio da E-NE che soffia nel golfo di Trieste

È un vento discontinuo, soffia a raffiche (refoli), raffiche più forti vengono intervallate da altre meno intense.

Quella scura, in presenza di cielo coperto, pioggia o neve, è detta anche ciclonica, perché generalmente dovuta al passaggio di depressioni sulla Penisola italiana e sul mare Adriatico. La bora chiara, in presenza di cielo sereno, è detta, invece, anticiclonica in quanto sostanzialmente determinata da alte pressioni formatesi sul retroterra continentale.

La Bora è un elemento essenziale per la città di Trieste forse perché scatena emozioni vere, totalizzanti, intense di fronte alle quali pochi possono restare indifferenti.

In giornate come oggi, di bora scura, le sue sferzate ti lasciano senza fiato, è energia allo stato puro, è in quel momento che ti rendi conto di tutta la potenza della natura. E vi assicuro che se doveste venire un giorno a Trieste durante una di queste giornate di bora preparatevi a indossare giacconi da montagna o pesanti giacche da barca: tengono al caldo e riparano dal vento!

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E magari potreste passare a visitare il magazzino dei venti (o Museo della Bora) che più che un museo è un’esperienza unica nel suo genere, lì potrete scoprirete tutti i segreti della Bora.

E forse la magia di Trieste risiede anche nel suo vento: unico al mondo!

 

 

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