Bari Vecchia: alla scoperta dei vicoli del borgo antico

In passato Bari Vecchia, il borgo antico della città, un tempo conosciuto con il nome San Nicola, un dedalo di stradine acciottolate che si snodano tra palazzi antichi, archi e piazzette, case con balconi fioriti, antiche quadri votivi che decorano gli angoli delle strade, era considerato una zona pericolosa della città e da evitare non solo di notte, ma anche di giorno, a causa della microcriminalità diffusa.

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Veniva, infatti, sconsigliato non solo ai turisti, ma anche ai viaggiatori più intraprendenti di addentrarsi tra i suoi vicoli.

Non nego che ancora oggi qualcuno prima di partire per Bari, probabilmente influenzato dalla nomea che la città si è portata addosso per anni, mi ha sconsigliato di addentrarmi tra i vicoli del suo centro storico.

Personalmente posso dire di aver avvertito un senso di sicurezza, sicuramente legato anche all’accurato intervento di riqualificazione, che nel 2005 ha contribuito a restituire a tutto il centro storico un nuovo splendore, esaltando le sue bellezze architettoniche.

Quindi se andate a Bari o se siete anche solo di passaggio un giro per Bari Vecchia è d’obbligo!

Bari Vecchia, l’anima antica della città, fatta di tradizioni che si perdono a memoria d’uomo convive con la parte più moderna della città fatta di avanguardie artistiche.

Proprio tra i suoi vicoli si possono osservare gallerie di design e di arte moderna, accanto a spaccati di quotidianità pugliese, fatti di massaie, che con il grembiule alla vita e il volto sorridente preparano, rigorosamente a mano, le famose orecchiette o gli strascinati, altra tipica pasta barese, o di pescatori intenti a tessere le loro reti prima di prendere il largo.

Ciò che colpisce subito è la sensazione di “entrare nelle case della gente” e di condividere, seppure da spettatori, la loro quotidianità, fatta di gesti semplici, come le donne che lavano le viuzze del borgo antico.

Bari Vecchia è quasi una cittadina a sè, fatta di suoni e profumi tipici, passeggiando tra i suoi vicoli si viene letteralmente investiti dal profumo dei panni appena stesi, ma anche quello del caffè o verso l’ora di pranzo, non è raro rimanere inebriati dal profumo della tipica zuppa di pesce barese che qui viene chiamata ciambotto preparata friggendo il pomodoro con aglio e prezzemolo tritato ai quali vengono aggiunti diversi tipi di pesce di piccola taglia, di seconda scelta, la cui particolarità è che vengono lasciati interi durante tutta la preparazione.

Arrivando dal Quartiere Murattiano (la parte nuova della città, la cui costruzione iniziò nel 1813 per volere del re di Napoli, Giocchiano Murat) la porta d’accesso all’antico centro storico di Bari è sicuramente Piazza del Ferrarese.

Piazza del Ferrarese

Una piazza affacciata sul lungomare, si può ammirare la Sala Murat, un tempo sede del mercato coperto, oggi utilizzata per mostre di arte contemporanea, intitolata al re Gioacchino Murat, che con la sua politica di ammodernamento contribuì a dare lustro alla città.

In questa piazza, considerata anche il centro della vita notturna barese, si respira ancora lo spirito marinaresco della città: le barche, colorate, dei pescatori sono un tutt’uno con il paesaggio. Nel piccolo porticciolo, accanto al Teatro Margherita, si può mangiare del pesce crudo freschissimo, appena pescato, in barese ‘u crude’, direttamente sulla banchina, spaziando dai frutti di mare (vongole, cozze, ricci) ai crostacei fino agli “allievi” come li chiamano i baresi, delle piccole seppioline dal delicato sapore di mare, che si gustano rigorosamente crude, senza alcun condimento, o al massimo con 2-3 gocce di limone.

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In Piazza del Ferrarese sono visibili anche le antiche tracce della Via Appia-Traiana di epoca romana, riemerse durante i recenti lavori di restauro della piazza.

Basilica di San Nicola

Il mio itinerario alla scoperta di Bari Vecchia non può che iniziare da uno dei più belli esempi di architettura romanica in Puglia: la Basilica di San Nicola, che sorge a pochi passi dal mare. Edificata per ospitare le reliquie di San Nicola, patrono della città; oggi è una vera e propria meta per i pellegrini di tutto il mondo, devoti al Santo, anche per i cittadini ortodossi russi. E’, infatti, una delle poche chiese al mondo che ospita due religioni: la Cattolica e l’Ortodossa.

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Ancora oggi al piano inferiore accanto al simulacro del santo si tengono le celebrazioni in rito ortodosso.

Tutto il centro storico di Bari è un concentrato di chiese, che riempiono gli occhi di stupore e ammirazione.

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Cattedrale di San Sabino

A poca distanza sorge la Cattedrale di San Sabino, seconda per importanza solo alla Basilica di San Nicola, un altro classico esempio di romanico-pugliese che nella sua architettura severa richiama proprio le linee architettoniche della Basilica di San Nicola.

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Sulla maestosa facciata spicca un rosone a diciotto petali.

Castello Svevo di Bari

Da qui proseguendo sempre a piedi, giungo ad un altro dei simboli della città, il Castello normanno svevo, la fortezza di Bari Vecchia, edificato, per volere di Ruggero il Normanno, su preesistenti strutture abitative di epoca bizantina, per difendere la città, ma soprattutto controllarla.

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Trasformato nell’Ottocento prima in carcere e poi in caserma, perse i suoi connotati di fortezza e di dimora principesca, negli anni Quaranta del secolo scorso diverse fasi di restauro permisero al Castello di divenire per decenni sede della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Bari, Barletta – Andria – Trani e Foggia, attualmente trasferita nel vicino Complesso di Santa Chiara e di disporre di sale per l’allestimento di mostre.

Alcune sale del piano terra, in particolare, ospitano, la Gipsoteca, un museo permanente che raccoglie le riproduzioni in gesso di elementi decorativi scultorei dei più famosi monumenti pugliesi religiosi e civili della Puglia tra XI e XVII secolo realizzati per l’Esposizione Regionale di Roma del 1911 in occasione del cinquantenario dell’Unità d’Italia e riallestiti nel 2011 per celebrare il 150° anniversario.

Arco Basso e Arco Alto

Passeggiare per Bari Vecchia significa anche camminare naso all’insù, alla scoperta dei numerosi archi che sovrastano i suoi vicoli: alcuni antichi, altri pittoreschi, tutti carichi di storia.

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Proprio nel largo che si trova di fronte all’entrata del Castello NormannoSsvevo, in Piazza Federico II si trova uno dei più famosi: l’Arco Basso, conosciuto anche per essere l’ingresso della strada delle orecchiette. Qui le donne, sull’uscio dei loro bassi, preparano, con acqua e semola di grano duro, le orecchiette, rigorosamente a mano, su tavolieri di legno aiutandosi solo con un piccolo coltello dalla lama arrotondata e facile da maneggiare. Questa antica arte oggi come allora viene ancora  tramandata di madre in figlia.

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La particolarità delle orecchiette baresi, o per meglio dire degli “strascnat”, è l’utilizzo del coltello per dare loro la forma tipica, a differenza dei paesi vicini dove le donne utilizzano il pollice per conferire la tipica forma “a cupola”.

Nella via dell’Arco Basso, ma anche nel vicolo accanto dove si trova l’Arco Alto, caratterizzato da un semplice bottone a volte, è comune trovare un gran numero di telai, retati, esposti all’aria dove vengono fatte essiccare le tradizioni orecchiette pronte per l’acquisto: sì, perchè a Bari Vecchia le Orecchiette si acquistano direttamente sull’uscio di abitazioni private.

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Nel groviglio di viuzze, vicoli e larghi del centro storico, mentre vado alla ricerca di altri archi quali l’arco del Varese, un singolare arco inflesso risalente probabilmente al XV secolo e restaurato da un collegio di sacerdoti, chiamati il Capitolo, che aggiunsero all’arco il loro emblema, sono accompagnata dall’odore delle ‘popizze’ delle semplici frittele tonde di pasta lievitata, morbide dentro e croccanti fuori, e da quello delle ‘scagliozze’ fette quadrangolari di polenta gialla, fritte al momento e vendute in cartocci che si possono mangiare

Se volete assaggiare questo street food molto speciale basterà chiedere ai passanti l’abitazione della signora Maria. A Bari Vecchia è una vera e propria istituzione, la conoscono tutti e la sua fama è arrivata anche oltre oceano da quando è stata inserita da Newsweek, tra i 101 migliori posti del mondo in cui mangiare street food.

Il viaggio alla scoperta della Bari Vecchia è anche un viaggio tra sacro e profano: tutto il centro storico è, infatti, caratterizzato da edicole votive, dei piccoli spazi a forma di tempietto o di nicchia, dove viene sistemata un’immagine sacra della Madonna o di uno dei santi più venerati  come segno di protezione dai cittadini.

Piazza Mercantile

All’ora del tramonto arrivo presso Piazza Mercantile: la più antica e caratteristica piazza della città vecchia, dove si affaccia il maestoso Palazzo del Sedile sormontato dall’orologio e dall’altana a tre arcate, in epoca medioevale rappresentava il centro politico della città.

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Oggi è diventato uno dei luoghi della movida barese ricca di locali e di bar, dove ci si può fermare per un aperitivo.

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C’è un luogo che, però, che merita di esser visto al tramonto.

Il Lungomare di Bari

Uno dei lungomare più belli d’Italia dove poter ammirare non solo il vecchio porto, ma anche quello nuovo, qui grazie ai caratteristici lampioni a quattro bracci e alle panchine, rivolte verso il mare, si respira un’atmosfera elegante e romantica.

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Al calar del sole tutto diventa poesia.

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All’orizzonte il mare e cielo si incontrano in maniera suggestiva e regalano colori meravigliosi.

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Il paesaggio diventa una cartolina, il luogo ideale dove poter scattare bellissime foto.

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Dopo aver ammirato a lungo questo spettacolo della natura, per cena mi dirigo presso un fantastico locale, scoperto quasi per caso, “Mastro Ciccio”, proprio all’inizio del Corso Vittorio Emanuele, a prima vista potrebbe sembrare una paninoteca come tante altre e, invece, può essere considerata una versione ricercata del tradizionale fast food pugliese, con proposte di panini con prodotti tipici della tradizione culinaria pugliese accanto a panzerotti e insalate preparate con ingredienti di primissima qualità che esaltano tutti i sapori pugliesi.

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I panini sono un’esplosione di sapori! Devo confessarvi che per tutto il mio soggiorno a Bari, Mastro Ciccio è stata la mia meta fissa. Da assaggiare vi consiglio, senza ombra di dubbio, il panino al nero di seppia, con polipo grigliato, burrata, pomodori secchi e rucola e i fantastici panzerotti.

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La mia ultima sera a Bari giunge quasi al termine; mi incammino verso il mio hotel, l’Hotel Oriente che con la sua architettura in stile liberty, a due passi dal famoso Teatro Petruzzelli e la magnifica terrazza detta “Porta D’Oriente” posta all’ultimo piano, da dove si può godere una splendida vista verso il mare e sul quartiere murattiano, ha contribuito a rendere perfetto questo viaggio in Puglia. 

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Ripenso a questo viaggio nato quasi per caso, non avrei mai immaginato che questa terra, dai forti contrasti cromatici e dalle molteplici sfaccettature, fatta di profumi e di aromi mediterranei, mi avrebbe rapito il cuore.

 

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