Altamura, conosciuta nel mondo per il suo delizioso pane DOP, cotto ancora, oggi, in forni a legna e preparato secondo l’antica tradizione, con la sua storia millenaria, fu fondata, infatti, da Federico II di Svevia nel 1232, è una città ricca di fascino, che merita una visita.
Arriviamo ad Altamura al calar del sole, il cielo che si tinge dei colori caldi e dorati del tramonto, che enfatizzano l’elegante bellezza della facciata della sua Cattedrale.
Ed è proprio nell’antico quartiere greco, che sorge un raffinato hotel, all’altezza della bellezza di questa città: l’Hotel San Nicola.
Ai tempi di Federico II di Svevia, Altamura divenne, infatti, una città multiculturale, genti del regno erano stati invitate per popolarla. Si decide, perciò, di dividerne il suo territorio in 4 zone: greco e saraceno a est, latino ed ebraico a ovest.
In una posizione centrale, ma tranquilla, l’Hotel San Nicola è ospitato in un prestigioso edificio del XVIII secolo, noto come “Palazzo Cagnazzi”.
Situato quasi al termine di un vicolo che si snoda dal corso principale, riconoscibile perché qui sorge la piccola Chiesa di San Biagio, sulla cui facciata vi un affresco di San Cristoforo, opera di arte popolare locale ed accanto si trova l’imponente Chiesa di San Nicola dei Greci, di stile romanico, utilizzata per il rito greco fino al 1600.
Il Palazzo era la residenza della famiglia Cagnazzi, discendente da Samuele de Samuele (seniore), nobile greco del regno di Macedonia, trasferitosi ad Altamura nel 1554.
Nel 1628 Marino Cagnazzi donò a Samuele de Samuele (iuniore) tutti i suoi beni, a condizione che lo assistesse fino alla vecchiaia, che aggiungesse il simbolo del “cane” allo stemma gentilizio e assumesse come secondo nome Cagnazzi (de Samuele Cagnazzi).
Il lustro del Palazzo lo si deve, però ai due fratelli Luca e Giuseppe de Samuele, grandi rappresentanti della nobiltà altamurana di fine Settecento.
Luca, figura di moderazione, durante i tumultuosi eventi che coinvolsero Altamura frenò gli eccessi anarchici e promosse ideali di libertà ispirati ai precetti evangelici.
Il fratello Giuseppe, invece, dopo il matrimonio con Elisabetta de Gemmis influenzò in modo significativo la storia del palazzo, dalla loro unione nacque Ippolito Cagnazzi che ereditò oltre al palazzo, anche il titolo di nobile “ab immemorabilis” .
Gli eredi di Ippolito, che si sposò con Antonietta Martucci, abitarono il palazzo per tutto il 1800, fino a quando la famiglia Raiola-Pescarini, imparentati con i Cagnazzi, decisero di vendere il palazzo alla famiglia Clemente.
Un attento restauro da parte del costruttore Paolo Clemente e di sua figlia Candida, oggi proprietaria, ha permesso di preservare lo stile e l’eleganza che contraddistinguono questo antico palazzo nobiliare.
La sua facciata imponente si svela in tutto il suo splendore: il palazzo settecentesco ci incanta con la sua splendida facciata e il suo ingresso sormontato da colonne.
Alzando lo sguardo possiamo ammirare lo stemma in pietra del casato comprendente i simboli gentilizi dei Cagnazzi e delle famiglie imparentate con loro ovvero dei Nesti, De Gemmis e Lioy.
Non appena entriamo nella hall dell’Hotel, l’antico atrio del palazzo, la nostra attenzione viene catturata da due magnifiche colonne preromane, ottimamente conservate, che troneggiano, testimonianza delle antiche culture che hanno regnato in queste terre.
La scalinata, che conduce ai due piani superiori, dove sono state ricavate lussuose stanze, è impreziosita da un reperto in pietra raffigurante San Nicola da cui l’albergo prende il nome.
Il Santo è raffigurato con tre palle d’oro o “sfere dorate” che sono il suo simbolo.
Secondo una storia diffusasi nel XI-XII secolo, San Nicola venne a sapere di un padre in difficoltà che, non potendo maritare le figlie, aveva progettato per loro un triste destino. Si avvicinò, quindi, di notte alla casa delle sventurate e lanciò dalla finestra tre sfere d’oro che avrebbero garantito alle fanciulle un decoroso matrimonio.
La presenza di elementi d’arte classica romana, gli scorci sul borgo antico e la sua calda accoglienza fanno dell’Hotel San Nicola una destinazione perfetta per chi si reca ad Altamura.
Le camere, elegantemente arredate e dotate di tutti i comfort, rappresentano il rifugio perfetto per rilassarsi dopo una giornata di lavoro o di esplorazione.
Al loro interno, sulle volte delle stanze, ma anche nelle aree comuni, sono stati restaurati gli affreschi degli stemmi delle antiche famiglie nobiliari che si sono succedute nel corso dei secoli nel palazzo.
Di rara bellezza un disimpegno dove è stato posizionato un pianoforte.
La nostra camera, una Camera Superior, ampia e luminosa, è arredata con grande cura e include un elegante bagno con box doccia e un pavimento dal tipico design a scacchiera.
Abbiamo vissuto un’esperienza unica grazie alle alte volte affrescate e al balcone che ci ha regalato un punto di vista privilegiato sul borgo antico di Altamura.
Il pavimento e i mobili in legno, ai quali si aggiungono tende dai toni caldi, contribuiscono a creare quell’atmosfera accogliente che percepiamo subito presso l’Hotel San Nicola.
L’Hotel San Nicola, infatti, ci ha accolto con il suo ambiente suggestivo e servizi di eccellenza.
All’interno della corte dell’Hotel San Nicola, un bel cortile chiuso con il tetto in vetro colorato, il “Roof Garden”.
Una location incantevole, dove è ospitato il ristorante “La Locanda San Nicola” che propone un’esperienza culinaria autentica, con piatti tradizionali che celebrano i sapori unici di questa terra.
La posizione centrale dell’Hotel San Nicola ci ha permesso anche una piacevole passeggiata serale lungo il corso principale, Corso Federico II di Svevia, che da Piazza Resistenza (qui si trova una delle due porte della città, Porta Matera) conduce fino a Porta Bari (in Piazza Unità d’Italia) è possibile rileggere, attraverso le diverse testimonianze architettoniche nei secoli, l’intera storia della città.
Il Corso Federico II di Svevia è un susseguirsi di negozi, aperti fino a tarda ora, da qui si snodano piccoli vicoli con scorci da fotografare.
Con la sua posizione strategica, l’Hotel San Nicola ci permette un facile accesso a tutte le principali attrazioni storiche e culturali di Altamura, che venne chiamata così da Federico II. Nella scelta del nome si ispirò ai resti delle “alte mura” del V-VI secolo a.C. ancora oggi, in parte, visibili alla periferia della città.
La particolarità di Altamura era quella di avere una doppia cinta muraria: quella interna che racchiudeva la vecchia acropoli, cioè la parte più alta e più sacra della città, ed aveva uno sviluppo di circa 1500 metri, di cui si possono vedere dei resti nei pressi di Porta Matera.
Questa cinta si univa a quella esterna, ovvero alle mura megalitiche, chiamate così per la loro imponenza ed altezza, molto più allargata, si estendeva, infatti, per oltre 3600 metri.
Tra tutti i simboli di Altamura spicca, lungo il Corso, la Cattedrale di Santa Maria Assunta, con la sua maestosa facciata e il portale decorato con intricate sculture.
Un esempio di romanico pugliese, risalente al 1232, quando l’imperatore Federico II di Svevia fece realizzare la chiesa, dedicandola a Maria Assunta, e la pose sotto il patronato suo e dei suoi discendenti.
Rimase, infatti, chiesa palatina ovvero con esenzione da qualsiasi giurisdizione fino al 1929, quando in seguito ai Patti Lateranensi, per la prima volta un Papa potè nominare il vescovo della cattedrale.
Camminiamo tra i vicoli di Altamura, respirando storia, tradizione e bellezza: un susseguirsi di antichi palazzi, chiese e claustri, dal latino claustrum (spazio chiuso), “gnostre” nel dialetto locale.
Un elemento di unicità di Altamura grazie all’originalità architettonica e alla loro storia, sono il simbolo della simbiosi di varie etnie che vissero in questa città.
I claustri si presentano come piazzette, più o meno ampie, delimitate dalle abitazioni che vi si affacciano. La loro funzione era principalmente quella di aggregazione.
Nel centro storico di Altamura si annoverano oltre 80 claustri, alcuni degni di nota.
Passiamo, poi, sotto uno degli altri simboli della città: l’Arco Basso, un pittoresco arco medievale che collega due strade strette, classificato tra i più bassi di Europa.
Seguendo il profumo del pane che permea i vicoli di Altamura, giungiamo presso il famoso Antico Forno di Santa Caterina 1391, il forno più antico in funzione della città.
Impossibile non restare affascinati dalla bellezza di questi scorci di Altamura, dove le tradizioni si mescolano alla storia.
Al mattino un risveglio rilassante, mentre raggi di sole filtrano debolmente dalle grandi finestre.
Iniziamo la giornata con il profumo del caffè e la dolcezza di un cornetto caldo, appena sfornato.
La colazione a buffet, di qualità, è servita nell’elegante breakfast room: una colazione continentale con un buon assortimento di biscotti, torte, frutta fresca, frutta sciroppata, yogurt, cereali (come muesli, corn flakes), nutella e marmellate monodose, cornetti e fette biscottate, oltre a monoporzioni senza glutine e senza lattosio, a cui si possono accompagnare bevande calde o fredde come caffè, cappuccino, tè, infusi, succhi di frutta e d’arancia.
Sebbene la colazione continentale sia rigorosamente dolce, presso l’Hotel San Nicola include anche salumi, come, ad esempio, prosciutto cotto e formaggio, per chi ama iniziare la giornata con il classico toast.
Hotel San Nicola è un palazzo dal notevole interesse artistico, che con la posizione centralissima, le camere confortevoli, il personale cordiale, un’ottima prima colazione ed un bel ristorante interno, stupisce chi desidera esplorare Altamura e i suoi dintorni.
L’Hotel San Nicola, con il suo mix perfetto tra la modernità dei servizi offerti e la storicità del palazzo, ci ha piacevolmente colpito. Il luogo ideale per chi, come noi, cerca eleganza, comfort e un servizio impeccabile.
Hotel San Nicola
Via G.B. Manfredi, 29
Altamura (BA)
Telefono +39 0803105199
Cellulare +39 3883770168
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