Madrid una città sospesa nel tempo (2 ° parte)

Vi avevo lasciato che ero alla ricerca di un tempio egizio nel cuore di Madrid, ricordate?

A dire il vero, mi sono incamminata non troppo convinta, ma la curiosità era tanta, ci continuavo a pensare da quando me ne avevano parlato e poi ad un tratto mi si palesa dinnanzi a me: un autentico tempio egizio nel centro di Madrid!

tempio

Il tempio de Debon è uno dei tanti tesori nascosti di Madrid. La sua storia, è affascinante, risalente al 200 a.c., un tempo si trovava nella Valle del Nilo, nella Bassa Nubia, nel sud dell’Egitto, a 31 km da Assuan, e faceva parte di un santuario in onore della dea Iside.

Fu un regalo dell’Egitto alla Spagna (1968), come riconoscimento per l’aiuto spagnolo in seguito alla missione del Comitè espanol, organizzata per salvare i templi della Nubia, messi in pericolo dalla costruzione della seconda diga di Assuan.

Il tempio di Debod, come altri templi egizi, destinati ad essere definitivamente sommersi dalle acque, venne, infatti, semi-sommerso dalle acque del nuovo bacino artificiale e la sua struttura ne risentì in modo drammatico, con l’erosione dei decori e danni alla stessa struttura di pietra arenaria.

L’Egitto, in segno di riconoscenza, donò i quattro templi salvati alle quattro nazioni che avevano collaborato al salvataggio: Ellesija all’Italia (consegnato al Museo Egizio di Torino), Taffa ai Paesi Bassi, Dendur agli Stati Uniti d’America (attualmente si trova presso il Metropolitan Museum of Art di New York) e Debod alla Spagna.

Il tempio di Debod fu smontato pietra dopo pietra ed inviato prima a Valencia e, poi, trasportato in treno a Madrid, dove fu ricostruito e aperto al pubblico nel 1971.

Il lavoro di ricostruzione degli archeologi non fu facile, si trovarono davanti a un vero e proprio puzzle!  Molte delle pietre non erano state numerate e a loro disposizione avevano solo una piantina ed alcuni schizzi e fotografie, ma mancava un rilievo preciso di come fosse il tempio. nella sua posizione originale.

Per questo motivo in alcuni casi, dove le pietre originarie erano particolarmente mal conservate o non furono rinvenute, sono stati inseriti elementi in materiale differente. Anche i decori policromi che contraddistinguevano il Tempio di Debod, furono, purtroppo, completamente persi e oggi non si possono più ammirare.

Gli archeologi cercarono, però, di ricreare, per quanto possibile, l’ambiente originario, il tempio fu ricostruito, quindi, secondo l’asse est-ovest originario, davanti all’edificio con una piattaforma su cui furono eretti i due portali di accesso, e fu allestito anche uno specchio d’acqua.

Ed è quindi una Madrid insolita quella che mi aspetta sulla collina del Parque del Oeste, a poche centinaia di metri da Plaza de España: nel bel mezzo di un parco cittadino, affollato ad ogni ora del giorno non solo da turisti, ma anche da tantissimi madrileni, che al calar del sole, soprattutto d’estate, si recano per fare un picnic immersi nel verde, ma restando a due passi da una delle più famose strade al mondo: la Gran Via.

garn via
All’ingresso della Gran Via: il Metropolis

E lì, in quel parco dal sapore magico, lì dove il presente si mescola alla storia millenaria, mi sarei fermata ore, seduta su una delle tante panchine dove il fluire dei pensieri era solo interrotto dal rumore dell’acqua delle fontane.

Per un attimo anch’io mi sono dimenticata anch’io di essere a Madrid e mi sono lasciata trasportare dalle sensazioni: un senso di pace e di tranquillità fluiva ad ogni mio respiro mentre ammiravo uno dei più particolari e suggestivi panorami di Madrid.

madrid dal'alto

Sarei rimasta lì delle ore ma ho preferito, ritornare sui miei passi verso Plaza de Espana, imboccare nuovamente la Gran Via e addentrarmi in una delle tante stradine a sinistra per ritrovarmi nel quartiere di Malasaña, il quartiere di artisti e musicisti, dove ho mangiato tapas accompagnata da una copa de sangria.

Non potevo, a questo punto, non dirigermi verso due dei simboli di Madrid che, con una breve passeggiata, ho raggiunto: il Palacio Real e la Catedral de Santa María la Real de l’Almudena.

Diversamente da quello che si potrebbe pensare e visto il suo straordinario e maestoso aspetto storico, la Cattedrale di Nuestra Senora de la Almudena, dedicata alla patrona della città, la Virgen de la Almudena è stata completata di recente e consacrata solamente nel 1993 dopo oltre 100 anni dall’inizio della sua costruzione.

cattedrale

Lo sfarzoso matrimonio dei reali di Spagna, Felipe VI e Letizia, ha avuto luogo qui, nel 2004; il loro fu anche il primo matrimonio reale tenutosi in Spagna da oltre un secolo, poiché i genitori di Felipe si sposarono ad Atene.

Diversamente dalla maggior parte delle chiese, che sono orientate da est a ovest, la Cattedrale dell’Almudena è orientata da nord a sud, per armonizzarsi al meglio con il vicino Palazzo Reale.

palazzo reale

Il Palazzo Reale di Madrid, utilizzato come residenza reale fino al 1931, oggi è utilizzato solo per le cerimonie di Stato, la famiglia reale vive, infatti, nel Palazzo della Zarzuela, situato nei dintorni di Madrid.

Al suo interno sono custodite alcune collezioni dal valore inestimabile, nella Sala Stradivari ad esempio conservati gli strumenti a corda di Antonio Stradivari. Nella Real Armeria, invece, sono custodite le armi e armature appartenute ai re e alla famiglia reale a partire dal XIII secolo. Particolarmente suggestive sono la Stanza del Trono con i suoi specchi veneziani ed i numerosi orologi, la Cappella Reale con le colonne di marmo nero e la grande Sala dei Banchetti che può ospitare fino a 144 persone.

E dopo aver ammirato estasiata le numerose stanze del palazzo avevo bisogno di ritornare a contatto con la natura e così ho deciso di dedicarmi qualche ora in totale relax presso il Parque del Buen Retiro.

Un parco cittadino, a ingresso gratuito, nel cuore della città, sebbene il progetto originario prevedesse un’estensione di 145 ettari, ma oggi è di soli 118 ettari.

Un luogo ideale, frequentato non solo da turisti, ma anche da tantissimi madrileni, un’oasi di pace, immersa nel verde, dove puoi passeggiare, fare sport, praticare yoga o tao-chi, dove, dopo aver varcato uno dei suoi tanti ingressi ci si dimentica del traffico frenetico di Madrid e del via vai della gente che affolla Puerta del Sol.

Un parco grande, ma ben organizzato con indicazioni chiari e la cosa che mi colpito è stata l’impeccabile manutenzione del verde. Era, infatti, comune trovare ad ogni angolo giardinieri all’opera.

All’interno del parco, i punti di interesse sono numerosi come il monumento a Alfonso XII che si affaccia sul lago artificiale, dove si può affittare una barca; il Palazzo Velazquez che spesso ospita mostre d’arte gratuite, la statua dell’Angelo Caduto o lo splendido Palazzo di Cristallo.

parco

velasquez (2)

parc

cristallo

Il tempo a passeggiare tra i viali trascorre velocemente e anche se nel cuore di una metropoli quelle ore a contatto con la natura sono rigeneranti. Il giorno dopo, però, mi aspettava un aereo che mi avrebbe riportato a casa e quindi, amando l’arte e trovandomi in una città che offre un vasto patrimonio storico e artistico, soprattutto per quanto riguarda i musei, non potevo non visitarli.

La cosa che mi ha stupito è che in quasi tutte le giornate vi sono delle fasce orarie durante le quali l’accesso ai musei è gratis. E così uscendo dall’ingresso sud del Parque del Buen ritiro mi sono incamminata in direzione del Paseo del Prado, un lungo viale costellato di nove fontane (dalla Fuente de la Alcachofa sino alla Fuente de Cibeles) e dove si trovano i più importanti musei di Madrid, passando accanto alla stazione ferroviaria di Atocha, tristemente salita agli onori della cronaca per gli attentati del marzo 2004, non ho potuto fare a meno di pensare a dove si può spingere l’uomo con gesti così estremi.

Il primo museo che incontro è il Museo Reina Sofia, (la domenica l’entrata è gratuita dalle 13.30 fino alla chiusura delle 19.00) che conserva importanti opere d’arte moderna e contemporanea dall’inizio del Novecento fino ai nostri giorni, tra cui la più famosa è la Guernica, uno dei capolavori di Picasso.

peina sofia

Uno dei principali musei cittadini è il Museo del Prado (due ore prima della chiusura: la domenica dalle 17.00, in settimana dalle 18.00, l’entrata è gratuita) uno dei più importanti del mondo e specializzato nella storia dell’arte europea degli ultimi cinque secoli con opere dei maggiori artisti italiani, spagnoli e fiamminghi, tra cui Rubens, Bosch, Tiziano, Velazquez. L’opera più famosa conservata è sicuramente la Maya Desnuda di Goya.

Risalendo il Paseo del Prado la mia attenzione è stata catturata da un giardino verticale: una parete interamente ricoperta di piante di più di 250 varietà, la Caixa Forum, ex centrale elettrica divenuta oggi sede di mostre ed eventi.verticale-e1511949853530.jpg

Da non perdere anche il Museo Thyssen-Bornemisza, si trova sempre lungo il Paseo del Prado, all’altezza della Fontana di Nettuno, inaugurato nel 1992 che conserva la collezione privata dell’omonimo magnate tedesco, espone opere di artisti come Caravaggio, Van Gogh e Gauguin.

Scendo i gradini di questo museo quando ormai è tardo pomeriggio, è l’ultima sera che trascorrerò a Madrid, il mio viaggio è quasi giunto al termine, e decido di passarla in uno dei tanti locali accanto a Puerta del Sol.

Ero arrivata con mille preconcetti in questa capitale e invece riparto con una valigia piena di ricordi. Ho scoperto una bellissima città, suggestiva, dinamica, vivibile, allegra, culturalmente ricca di storia, d’arte e con un parco spettacolare che con il suo fare regale ha saputo stregarmi !

E quindi il mio non è un addio, ma solo un arrivederci, so che le nostre strade si incroceranno nuovamente ! 

 

 

 

 

 

 

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