Un weekend d’autunno nella Città Eterna

Roma è una città ricca di storia, opere artistiche, architettoniche e religiose di grande valore e ogni angolo è magico, ogni via è speciale. E’ incredibile la quantità di cose da vedere, la bontà del cibo, la simpatia della gente. Sebbene sia una città con le sue contraddizioni, è un museo a cielo aperto, è forse una delle città più belle del mondo.

Potrebbe sembrare una mission impossible visitarla in due giorni ma, se vi piace camminare, con un buon itinerario e come base operativa un B&B in pieno centro potrete vedere le sue principali meraviglie.

E così qualche settimana fa, complice una cara amica che mi ha accompagnato in questa avventura, ho trascorso un magnifico weekend a Roma.

Sono partita con l’idea di prendere una boccata d’aria nella Città Eterna e staccare la spina dal tran-tran quotidiano.

Prima di partire mi sono messa alla ricerca di un B&B a un prezzo abbordabile a pochi passi da Piazza di Spagna. L’impresa non è stata facile e ad un certo punto ho anche pensato di demordere, pensando che forse la mia era solo un’utopia e che avrei dovuto optare per una zona meno centrale di Roma, come quella della Stazione Termini.

Dopo tante ricerche, però, alla fine sono riuscita a trovare il B&B ideale, ad un ottimo prezzo (www.boutiquecentralerelais.com), situato all’interno di un palazzo signorile a circa 300 metri dall’esclusiva strada dello shopping via Condotti, famosissima per i negozi delle grandi firme del mondo della moda, e a 5 minuti, a piedi, da Piazza di Spagna e dalla sua scalinata che mi si è rivelata in tutto il suo splendore appena uscita dalla metro.

La camera, arredata a nuovo, era molto ampia, dotata di tutti i confort e compreso nel prezzo vi era anche una tipica colazione in stile italiano che veniva servita ogni mattina direttamente in camera. Cosa chiedere di più?

Dopo aver sbrigato le formalità del check-in e aver lasciato i bagagli in camera la voglia di iniziare a conoscere la città era tanta e visto che anche il cielo romano, che al mio arrivo mi aveva accolto con un acquazzone improvviso, si era rasserenato, decido di incamminarmi alla scoperta di Roma direzione Piazza San Pietro.

Passeggiando il lungotevere al calar della notte mi sono ritrovata ad un tratto Castel Sant’Angelo.

sant'angelo

Il castello un tempo chiamato Mole Adriana, era stato progettato come monumento funebre di Adriano. Nel 590 per allontanare una grave pestilenza che aveva afflitto Roma, venne organizzata una solenne processione alla quale partecipò lo stesso papa. Quando la processione giunse in prossimità della Mole Adriana, il papa ebbe la visione dell’arcangelo Michele che rinfoderava la sua spada. La visione venne interpretata come un segno celeste preannunciante l’imminente fine dell’epidemia, cosa che effettivamente avvenne. Da allora si cominciò a chiamarlo Castel Sant’Angelo.

Dopo aver percorso una via della Conciliazione quasi deserta ecco davanti a me il grande colonnato ovale di Piazza San Pietro circondata da due braccia di colonne, pensate per accogliere i fedeli in un simbolico abbraccio.

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Grazie a particolari studi prospettici quando si attraversa la Piazza, sembra, infatti, che le colonne si avvicinano e si allontanano creando un armonioso movimento.

Piazza San Pietro è una piazza vista così tante volte in televisione che mi sembra di conoscerla, ma ammirarla di notte acquista un fascino tutto suo.

Il silenzio e lo stato di pace che si respira è qualcosa di surreale, il gioco di luci e di penombre è davvero molto suggestivo, vista l’ora vi sono pochissime persone e sembra quasi di esser padrone dell’intera piazza.

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Sulla piazza si affaccia l’omonima basilica, la cui famosa cupola domina l’intera Roma. Il “cupolone” simbolo di Roma, ma anche della millenaria fede cristiana.

Sarei rimasta delle ore lì a contemplare quella meraviglia e a scattare foto, ma mi accorgo che l’ora di cena era passata già da un pezzo e tanti locali della zona erano ormai chiusi. La mia attenzione viene però subito catturata da un piccolo locale che propone piatti tipici e quindi concludo la serata con un piatto di carbonara.

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Dopo di che direzione B&B per una notte di meritato riposo, l’indomani Roma mi aspetta per svelarsi in tutta la sua bellezza.

La mattina successiva decido iniziare la mia visita di Roma dirigendomi verso il più grande e importante anfiteatro romano, il Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio. Oggi è il più imponente monumento della Roma antica giunto fino a noi, una delle Sette meraviglie del mondo moderno, simbolo della città e tutt’oggi guardandolo non si può fare a meno di pensare allo splendore di un tempo, agli spettacoli, alle lotte tra gladiatori e a cosa il Colosseo rappresentava un tempo per gli antichi romani.

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Anche se non avevo acquistato on line il biglietto con il saltafila impiego solo una quindicina di minuti, compresi i controlli di sicurezza, per entrare.

Nel prezzo del biglietto di ingresso è compreso anche l’accesso al Foro Romano e al Palatino. E così uscendo dal Colosseo mi dirigo verso il Palatino passando accanto all’Arco di Costantino.

Visitare il Palatino è come tornare indietro di migliaia e migliaia di anni, si tratta infatti della parte più antica della città, ancora discretamente conservata. Consiglio di prendersi il tempo necessario per passeggiare, senza fretta, tra i suoi resti carichi di storia, per ammirare la grandezza delle costruzioni ed immaginare quanto questa grandezza fosse magnifica al tempo della sua costruzione.

fori imperiali

Il Foro Romano era usato per gli spettacoli gladiatori e altre manifestazioni pubbliche quali rievocazioni di famose battaglie spettacoli di caccia e drammi basati sulla mitologia classica. Calpestare la stessa terra dei Fori che ha visto lo scorrere della storia di questa meravigliosa città, è un’emozione difficile da spiegare a parole.

Dai Fori Imperiali si può anche ammirare il Circo Massimo situato nella valle tra il Palatino e l’Aventino, lungo seicento metri, è ricordato come sede di giochi sin dagli inizi della storia della città. Oggi è una delle tante aree verdi-archeologiche di Roma, spesso in tempo recenti il Circo Massimo è stato utilizzato per manifestazioni all’aperto e mega concerti.

circo massimo

Era quasi l’ora di pranzo e così uscendo dal Foro Romano mi sono fermata per un piccolo spuntino, acquistato in uno di tanti baracchini e bar della zona e consumato lì su un muretto a due passi dal Colosseo con il viso illuminato dai caldi raggi di sole in una splendida giornata autunnale.

Roma non è solo una delle città più amate al mondo dai turisti, ma anche dai registri, che hanno ambientato e girato i propri film tra le sue rovine e le sue vie più caratteristiche.

Come non ricordare Vacanze Romane con Audrey Hepburn e la famosa scena della Bocca della Verità.

E anche se non era inizialmente prevista nel mio itinerario la tentazione era troppo forte per non passare a dare un’occhiata. Nel primo pomeriggio mi sono incamminata, così, verso Piazza della Bocca della Verità, dove si trova la basilica di Santa Maria in Cosmedin e sotto il suo portico eccola: la Bocca della Verità, la sua fama è forse seconda solo al Colosseo.

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Non è stato facile scattare una fotografia visto il numero di turisti, soprattutto giapponesi, che attendevano pazientemente il loro turno per farsi una foto con la mano nella famosa bocca.

E’ conosciuta, dai turisti di tutto il mondo per l’usanza medievale alla quale è associata. L’usanza era quella di far inserire, all’accusato di un crimine, la mano nella “Bocca della Verità” che fungeva da macchina della verità. La sua fama magica si diffuse soprattutto quando venne utilizzata nei casi dei criminali, spesso accadeva, però, che qualcuno ben informato dei fatti o convinto di sapere la verità, facesse posizionare dall’altra parte del muro un carnefice che provvedeva a far amputare la mano al criminale. Ancora oggi, comunque, secondo la famosa leggenda medioevale se uno dice una bugia tenendo la mano nella bocca del mascherone, il mascherone, grazie ai suoi poteri magici “morde”, mozzando così la mano al bugiardo.

Tappa successiva del mio weekend romano è stato Trastevere. Uno dei quartieri, più belli della città caratterizzato dal suo stretto labirinto di strade tortuose coperte da sampietrini e dove si affacciano case popolari medioevali. Ricco di negozietti artigianali e dove ad ogni angolo vi è una tipica Osteria Romana (Il Rugantino, una delle più famose), pizzerie, botteghe artigianali di ogni tipo, ma anche negozietti eleganti, dove ancora oggi si può respirare l’aria della Roma più autentica.

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Da lì, mi dirigo verso l’unica piazza storica di Roma dove non è presente una chiesa: Piazza Campo de’ Fiori, chiamata così perchè fino al quattrocento la piazza non esisteva, al suo posto vi era un prato fiorito. Una piazza cantata negli stornelli e nelle canzoni in dialetto romanesco.

Arrivo quando il più turistico e conosciuto mercato di Roma, vivace e pittoresco, con i suoi colorati banchi o “bancarelle”, come si chiamano a Roma ,che tutte le mattine, tranne la domenica, animano la piazza, è quasi concluso. Le bancarelle vendono frutta e verdura, carne, formaggi, salumi, spezie, dolciumi, ma anche qualche souvenir ed abbigliamento made in China, oltre a spremute di frutta fresca, per la maggiore vanno le spremute di melograno e una sorta di mojito analcolico, a base di succo di limone e foglie di menta. Tra quei banchi  anche se i prezzi son tutt’altro che economici, si può respirare ancora quell’atmosfera popolare, dove il vociare dei venditori ti invitano ad avvicinarti ed ad acquistare i loro prodotti.

Basta attraversare corso Vittorio Emanuele II per trovarmi in Piazza Navona una pizza, famosa non solo per essere l’orgoglio della Roma Barocca, ma allegra perchè animata da tanti artisti, ritrattisti, poeti, musicisti, giocolieri e artisti di bolle di sapone che con la loro arte riescono in pochi minuti a catturare l’attenzione dei passanti. E’ uno dei punti di ritrovo preferiti dai Romani soprattutto durante il Natale e l’ Epifania. E’ tradizione, infatti, che l’8 dicembre prenda vita, nella piazza, il tipico mercato natalizio ricco di presepi artistici e moderni, artigianato e naturalmente dolciumi.

navona2

Ogni angolo di Roma è una piacevole scoperta e ormai non seguo quasi più la mappa, ma mi lascio trasportare dal flusso di persone e così mi ritrovo in Piazza della Rotonda, dove sorge il Pantheon (“tempio di tutti gli dei”), arrivato fino ai giorni nostri con pochissimi danni, lo si può, infatti, ancora ammirare quasi nello stesso aspetto che aveva nell’antichità. Il tempio, non ha finestre, ma un’unica apertura nella volta di circa 9 metri, che rappresenta la sola fonte di luce naturale dell’edificio. Una delle sue prime cose che colpisce è la grande scritta in bronzo che recita “M.Agrippa L.F.Cos. Tertium.Fecit” che tradotto dal latino significa “Marco Agrippa, figlio di Lucio, console per la terza volta, edificò”.

pantheon

Il sole, che mi accompagnato per tutta la giornata, sta quasi tramontando, la luce sta per lasciare spazio alla notte, ma c’è ancora un angolo di Roma da visitare: una tappa finale di questa magnifica giornata.

Una fontana resa famosa dal film “La Dolce Vita” di Federico Fellini, la bellezza della Fontana di Trevi è esaltata dal complesso di palazzi che la racchiudono in uno spazio piuttosto piccolo, tant’è vero che, provenendo da uno dei vicoletti che la circondano, la ritrovo davanti a me quasi all’improvviso. L’impatto scenico è insuperabile. Il marmo ripulito dopo un accurato restauro è bianchissimo, un vero splendore!

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I tanti bar sulla piazza sono tutti affollati, vi è un numero impressionante di turisti che cercano di scattare la foto perfetta e si cammina a stento nella piazza. Nonostante ciò, rimango incantata ad osservare la fontana della “speranza”: la leggenda vuole, infatti, che se si lancia una moneta tra le sue acque, si avvererà il desiderio di tornare a Roma.

Mentre mi dirigo alla ricerca di una pizzeria, faccio un salto sul colle del Quirinale per ammirare la notte romana. E la serata non può che concludersi con una tipica pizza romana, sottile, leggera e croccante, con il bordo basso. La “scrocchiarella”, così chiamata per la sua consistenza, che si differenzia da quella napoletana che è molto più morbida, con un cornicione alto e soffice. 

Meglio la morbidezza della classica pizza Napoletana o la leggera croccantezza della pizza Romana?

Lascio a voi l’ardua sentenza!

Viste le mie origini partenopee pensavo che non mi avrebbe entusiasmato la pizza romana e invece sono rimasta piacevolmente sorpresa.

Il mattino seguente la sveglia è impostata piuttosto tardi, ma ho ancora la mattinata libera prima del volo che mi riporterà a casa e così deciso di andare in Piazza del Popolo, ai piedi della Terrazza del Pincio.

La Piazza costituisce il più grandioso accesso al cuore di Roma. La porta, attraverso la quale si accede a questo “salotto”, è l’antica porta Flaminia delle Mura Aureliane.

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La  piazza è diventata l’emblema culturale della “romanità” visto che i locali commerciali adiacenti, che sono diventati parte integrante della piazza, anticamente erano frequentati da personaggi cari alla storia di Roma come Trilussa, Guttuso e lo stesso Pasolini.

Saluto Roma dalla Terrazza del Pincio, uno dei luoghi più pittoreschi della città, dal quale si gode di una vista mozzafiato sulla Piazza del Popolo e su Roma, con una splendida vista sul Cupolone della Basilica di San Pietro.

Ed è lì che mi fermo un momento a raccogliere le emozioni e le scoperte fatte in questa piccola avventura romana resa ancora più suggestiva dall’autunno con i suoi caldi colori.

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Mi rendo conto che la mia piccola avventura romana è quasi giunta al termine, le 48 ore a disposizione sono letteralmente volate e Roma, la Città Eterna, è riuscita ad ogni angolo a stupirmi, a emozionarmi.

Lo ammetto ero titubante quando mi era stata proposta la Capitale come meta per un weekend autunnale, perché pensavo che la permanenza sarebbe stata troppo breve per poterla ammirare, che avrei dovuto correre parecchio e stringere i tempi a più non posso.

E invece c’è stato anche il tempo di ridere, scherzare, perdersi a far foto solo per il gusto di sperimentare una nuova prospettiva, una nuova angolazione.

io

E quindi, posso dire che ne è valsa la pena passare un weekend nella Città Eterna, il mio augurio più grande è quello di poterci tornare il prima possibile!

 

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