Alla scoperta di una Venezia autentica

Arrivo in una Venezia ancora assonnata, l’aria è fresca, il sole è già alto nel cielo, seguo la folla di turisti che escono dalla stazione ferroviaria e mi incammino tra le calli, facendo attenzione ai trasportatori che valicano i ponti con i carretti carichi di merci.

Ogni mattina, infatti, decine di “topi”, le imbarcazioni a motore adibite al trasporto merci, partono dalle darsene di terraferma cariche di merci per rifornire Venezia.

Su ogni barca troneggia, l’immancabile carretto che servirà ai trasportatori per consegnarli ai diversi ristoranti e locali.

Forse proprio questo che rende Venezia unica nel mondo: una città che vive letteralmente sull’acqua e la barca è un elemento imprescindibile della vita di ogni giorno.

Prima che me ne renda conto sono quasi abbracciata da una folla di turisti, guidati dai cartelli gialli che indicano due direzioni soltanto: Rialto/San Marco e Ferrovia/Piazzale Roma.

Ad un tratto di allontano dall’abbraccio della folla perché la mia sarà una giornata alla scoperta di una Venezia “più autentica”, al di là dei percorsi turistici, alla ricerca dei luoghi più insoliti, per guardarla con gli occhi di chi la vive e per cercare di scoprirne, così, la sua anima più nascosta.

Alla scoperta dei piccoli gioielli di Venezia, al di là dei sentieri più battuti, dei suoi angoli dove si celano storie che meritano di esser raccontate.

Tra gli innumerevoli ponti che collegano le rive opposte dai canali, antichi palazzi impregnati di storia, chiese imponenti, eleganti teatri e una miriade di calli e campielli, Venezia è in grado di regalare ai propri visitatori uno spettacolo unico e magico nel suo genere e non finisce mai di stupire nonostante sia da secoli uno dei luoghi al mondo più raccontato e fotografato.

SCALA CONTARINI DEL BOVOLO

La mia giornata a Venezia inizia, così, alla Scala Contarini del Bovolo, un gioiello architettonico di fine Quattrocento.

La sua particolarità risiede anche nel fatto è che è difficile da scovare in quanto non è lungo i tracciati turistici, si raggiunge arrivando da una stretta calle, la tipica strada veneziana, un tempo calle del Maltese (oggi calle Contarini del Bovolo) in una laterale che parte da Campo Manin.

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Sbucando da uno stretto vicolo, ecco lei, che si erge imponente e tortuosa a partire da un piccolo giardino affollato da reperti archeologici.

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La scala fa parte del complesso del palazzo Contarini ed è detta del “Bovolo”, (dalla forma particolare della scala “a guscio di lumaca” che in veneziano si dice appunto “bovolo).

La scala, annoverata tra le scale più belle della Serenissima, racchiude un gusto che va dal gotico bizantino fino al rinascimentale con gli archi e le colonne che decorano la torre e la accompagnano fino alla sua cima, la cupola è stata riaperta al pubblico dopo un lungo lavoro di restauro.

Dalla sua cima si può ammirare uno splendido e inconsueto panorama sull’intera città con i tetti, i campanili, le cupole di San Marco. Un luogo che merita, senza ombra di dubbio, di esser visitato se andate a Venezia!

T FONDACO DEI TEDESCHI

Vi è, però, un altro luogo dove si può ammirare uno dei più bei panorami di Venezia con vista direttamente sul Canal Grande: a pochi metri da Ponte di Rialto, dalla terrazza, sul tetto, del bellissimo palazzo del Cinquecento, affacciato sul Canal Grande, il Fondaco dei Tedeschi.

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Un tempo palazzo delle poste, oggi, dopo un lungo e attento restauro che ha preservato la sua struttura cinquecentesca, è stato riaperto al pubblico con un nuovo nome, T Fondaco dei Tedeschi, T come “travelers”, ossia viaggiatori.

Fa parte della grande catena asiatica di gallerie del lusso Duty Free DFS. Nonostante sia un tempio dello shopping, qui potete, infatti, trovare le raffinate eccellenze veneziane e i più prestigiosi brand internazionali; l’accesso alla terrazza è totalmente gratuito, bisogna solo prenotare la visita online (clicca qui) oppure direttamente all’arrivo, tramite gli iPad posizionati al 3° e 4  piano.

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Dalla terrazza il panorama a 360 gradi su Venezia, dal Lido alle Alpi, è qualcosa di mozzafiato.

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E proprio, da qui, che riesco ad osservare, da un punto privilegiato, le numerose altane, presenti sui tetti di diversi edifici veneziani e difficili da vedere dal basso, poichè si trovano in posizioni volutamente nascoste sui tetti.

Curiose strutture in legno, una specie di terrazze fatte in legno molto caratteristiche. La loro nascita è probabilmente legata alla lunga frequentazione storica di Venezia con l’Oriente, in quanto imitano i terrazzi orientali.

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Nei secoli di massimo splendore della Repubblica della Serenissima fungevano oltre che luogo dove stendere i panni, anche da salone di bellezza per le donne. Infatti, quest’ultime erano solite sedersi per schiarirsi i capelli, a tal scopo indossavano un particolare cappellino con un foro al centro da cui facevano fuoriuscire i capelli, affinchè, sotto l’azione dei raggi solari, diventassero più biondi.

Oggi le altane hanno perso la loro funzione di salone di bellezza, ma in una città, come Venezia, dove costruzioni e palazzi sono molti ravvicinati uno all’altro e la vicinanza ai canali e all’acqua, impedisce la realizzazione di giardini, continuano ad offrire, ai veneziani, una zona soleggiata e arieggiata dove potersi rilassare.

Il tempo alla scoperta delle perle di Venezia scorre veloce, sono quasi in Piazza San Marco quando mi accorgo che è l’ora di pranzo e così scelgo di provare un piccolo locale, take away, trovato, quasi per caso, su GoogleMap, il Dal Moro’s Fresh Pasta To Go che propone diverse varietà di formati di pasta e tante ricette.

Una proposta, forse turistica, ma vista la qualità della pasta sicuramente da consigliare.

E, poi, bella l’idea del gestore di fornire a tutti e in diverse lingue le indicazioni per trovare, lì vicino, una piazzetta dove sedersi a mangiare tranquillamente.

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Un pranzo sicuramente alternativo in mezzo alle calli di Venezia a fissare degli scorci di una piazzetta sconosciuta.

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Tra queste calli proprio perché lontane dai sentieri più battuti, dalle vetrine che luccicano di vetri di Murano e di maschere variopinte, si può respirare questa città, che profuma di bellezza e cultura tutte italiane.

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LIBRERIA ACQUA ALTA

E’ primo pomeriggio quando mi incammino alla ricerca di una delle librerie più spettacolari e originali che abbiamo mai visto: la Libreria Acqua Alta.

E’ vero ci sono tante biblioteche sparse in città, ma questa nel sestriere Castello merita sicuramente l’appellativo che si è conquistata nel mondo, ossia quella di essere una delle librerie più belle del mondo.

Situata in un vicolo poco affollato, in un posto poco battuto dal turismo di massa, è una perla rara, un luogo dove vi sono libri accatastati, vecchi, nuovi, usati, italiani, stranieri, fumetti.

Appena entrati si ha come l’impressione di esser sommersi da questa enorme quantità di libri, riviste, illustrazioni, mappe, opuscoli.

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Un posto dove si respira pura poesia, aria di storia e dove tra un libro ed un altro si possono fare dei simpatici incontri con alcuni gatti, che sono liberi di gironzolare al suo interno.

Il fascino fiabesco di una libreria, nascosta tra le calle veneziane, dove si respira un’aria surreale.

Libri di ogni genere, sistemati in un modo ordinatamente disordinato, un microcosmo fatto di libri, strani arredi, gatti che circolano liberamente e ovviamente acqua alta.

Per salvaguardare, infatti, i moltissimi volumi dall’acqua che entra nel negozio nelle giornate di acqua alta non ci sono scaffali bensì canoe, barchette, vasche da bagno, e addirittura una gondola.

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All’interno della “sala” principale vi è la gondola riempita di libri, nelle salette laterali si trovano altre sezioni di libri.

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Infatti, quando questo fenomeno tipicamente veneziano prende il sopravvento, l’acqua si impossessa del pavimento della libreria, i libri vengono tratti in salvo, proprio grazie alla loro collocazione all’interno delle gondole e vasche.

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Ciò che colpisce di questa libreria non è sola la disposizione, ma anche lo spazio ristretto, i colori, l’odore della carta umida.

All’ingresso vi accoglierà una scritta THE MOST BEATIFUL BOOKSHOP: ha assolutamente ragione!

Al suo interno vi sono scorci fotografici, insoliti e piacevoli, come una porta aperta sul canale e due poltrone, che vi aspettano per qualche scatto.

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E nel cortiletto esterno vi sono due scalinate di libri, bagnati dall’acqua, accatastati e usati come scale, con due remi come corrimano, sulle quali si può salire e godersi una vista incantevole sui canali veneziani.

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Girare tra le montagne di libri nuovi ed usati, accatastati, è un’esperienza magnifica.

Arte, viaggi, letteratura, architettura, pittura e, sopra ogni altro argomento trattato, Venezia in ogni sua forma e manifestazione!

Vale sicuramente la pena di perdersi sfogliando pagine su pagine per trovare, all’improvviso, qualcosa di inaspettato e curioso. Entrare in questa libreria è anche come fare un viaggio al passato dentro se stessi: si possono trovare vecchi fumetti che richiamano alla mente l’infanzia o le ore trascorse sui banchi di scuola.

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Nata da una idea di un vicentino Luigi Frizzo, vicentino di origine, ma veneziano d’adozione, che dopo anni trascorsi a viaggiare per il mondo, grazie alla sua creatività e genialità, ha ricreato a Venezia una libreria unica nel suo genere dove puoi immergerti nella cultura!

Un’attrazione insolita, ma sicuramente magica per chi cerca un attimo di tranquillità nella frenesia della città.

E’ quasi sera ed è giunta l’ora di incamminarmi verso la stazione. Esco dalla Libreia con un pizzico di malinconia, ed ecco che Venezia ha in serbo un’ultima sorpresa. Sono di nuovo tra calli a me sconosciute, quando la mia attenzione viene catturata da una melodie, note di blues, sicuramente insolite per la città, decido di farmi trasportare da loro e mi ritrovo, così, in una piccola piazzetta dove un artista, Mimmo Raia, sta suonando la sua chitarra (su Youtube potete vedere alcune sue esibizioni).

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A fargli compagnia un amico insolito, un pappagallino che sul suo leggio, utilizzato a mo’ di trespolo, osserva le persone che gli passano accanto.

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Rimarrei delle ore ad ascoltare la storia di questo artista e gli aneddoti della sua vita da musicista a Venezia, ma il tempo scorre inesorabile e un treno mi sta aspettando per condurmi a casa.

Venezia anche questa volta, è riuscita a rapirmi il cuore, ogni volta che ci torno è una nuova scoperta, è sempre capace di proiettarmi in un mondo di sogno.

Perché in fondo Venezia è più di una città, è un insieme di immagini, di emozioni, luci e ombre: Venezia è magia!

Un posto da visitare almeno una volta nella vita!

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