Ostuni: la Città Bianca del Salento

Arroccato tra le colline in quella zona della Puglia, chiamata Alto Salento, si erge tra boschi di ulivi, con quell’aria fiera e a tratti maestosa: Ostuni.

Ecco come mi appare questo piccolo borgo, in provincia di Brindisi, mentre in autobus raggiungo il suo centro storico. Un borgo dal fascino antico, che profuma di storia e che dall’alto della collina, dove sorge, sulle ultime propaggini della Murgia, domina un mare cristallino.

Diversamente da quello che si potrebbe pensare visto la sua posizione è, infatti, possibile raggiungerlo anche con i mezzi, da Bari un treno mi conduce fino alla stazione ferroviaria di Ostuni e da qui proprio all’uscita prendo uno dei diversi autobus urbani che, in circa 10 minuti mi porta fino alle porte del centro storico.

Man mano che mi avvicino non posso far a meno di notare il suo bianco, che lo ha reso famoso nel mondo, quel bianco che ti abbaglia non appena alzi lo sguardo e lo rivolgi verso la cittadina.

Ostuni, infatti, è conosciuta nel mondo anche come “Città Bianca” proprio per il caratteristico colore che contraddistingue il suo centro storico, un tempo completamente dipinto con calce bianca.

Il bianco della città che la rende indimenticabile, tale usanza riconducibile ad un’antica tradizione medievale risiede, oltre non solo nella facile reperibilità della calce come materia prima, ma soprattutto per garantire ai vicoli stretti, maggiore luminosità, grazie alla luce sia diretta che riflessa. Storicamente, poi, l’imbiancatura a calce venne usata per evitare che la diffusione della peste.

Nonostante questa usanza affonda la sua origine in tempi lontani, ancora oggi ogni anno gli abitanti del centro storico, tinteggiano i muri delle loro case sovrapponendo strati su strati di calce bianca, contribuendo a rendere

L’autobus mi lascia a poche centinaia di metri da Piazza Libertà, una piazza molto grande, scenografica che non ti aspetteresti di trovare in un piccolo borgo arrampicato su una collina, teatro di numerosi eventi soprattutto in estate.

Delimitata da un lato dalla Chiesa di San Francesco e dall’attiguo convento e dall’altro dalla colonna barocca di Sant’Oronzo, protettore della cittadina, un obelisco che dall’alto dei sui 21 metri sembra benedire e proteggere, oggi come allora, il centro storico e i suoi abitanti.

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La chiesa di San Francesco, di origine gotica, nel ‘600 fu oggetto di un importante intervento di restauro, che ha donato all’edificio le attuali forme barocche, cancellando però gran parte delle originarie forme trecentesche. Anche il convento dei Frati Conventuali, che vi sorge accanto, sebbene conservi parte del vecchio chiostro, nel corso dei secoli è stato oggetto di numerosi interventi che lo hanno trasformato nello straordinario Palazzo San Francesco, oggi sede del Comune.

Da qui, in una giornata di metà estate, con una brezza che rende più semplice, sopportare il caldo, lascio la strada battuta e mi incammino lungo una strada lastricata con antichi basoli a tratti scivolosi: solo ora mi rendo conto che la scelta di indossare dei sandali non è stata la più azzeccata e mai come in questo momento rimpiango le mie adorate scarpe da ginnastica. Non mi lascio scoraggiare e inizio la mia salita verso il centro storico della città, quello che gli abitanti di Ostuni chiamano “la Terra”, la parte più antica della città, fortificata durante il periodo delle dominazioni angioine e aragonesi.

Ogni passo sembra portarmi indietro nel tempo, scorci affascinanti, vicoli bianchi, curati, fatti di saliscendi, scalinate e androni che mi immergono in una cultura da assaporare senza fretta. Forse la magia di Ostuni risiede proprio in questo, nella possibilità di addentrarsi nel groviglio di viuzze, in un continuo saliscendi e curiosare in ogni nuova corte che si incontra.

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Il bianco predomina su tutto e allo stesso tempo esalta ogni cosa: le piante verdi e i coloratissimi fiori  tra i vicoli, sui suoi gradini, le porte colorate in legno, le persiane decorate.

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Cammino tra vicoli stretti, ripidi, un groviglio di stradine tortuose, un susseguirsi di piazzette, archi e palazzi, scorci barocchi, vicoli e corti, intervallati da innumerevoli negozi di souvenir, ma anche botteghe di artigiani e ristorantini coi tavolini apparecchiati direttamente in strada.

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Il candore del bianco, che ha reso famoso Ostuni, viene solo interrotto dalla luce quasi dorata che emanano le pietre delle chiese e che trova la sua massima espressione nella Cattedrale posta alla sommità del colle, nella medievale piazzetta del Balio.

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La Cattedrale, in stile gotico, edificata per volere dei sovrani del Regno di Napoli, Ferdinando d’Aragona e Alfonso II, realizzata in “pietra gentile ” perché docile allo scalpello, ma allo stesso tempo facilmente soggetta a corrosione, per cui necessita di interventi di restauro per preservarne la conservazione, si fregia di uno splendido rosone tra i più grandi al mondo.


Seduta ad uno dei tavolini dei bar, presenti nella piazzetta, mentre con il naso all’insù guardo l’Arco Scoppa, una pittoresca loggia ad arco, in stile tipicamente barocco, che collega il Palazzo Vescovile al Palazzo del Seminario, ho come l’impressione di essere sospesa nel tempo, a mezz’aria tra una fiaba e la realtà.

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La mia voglia di scoprire Ostuni è tanta e quindi giusto il tempo di riprendere fiato, sorseggiare un caffè ad uno dei tavolini in piazzetta, che sono di nuovo tra i suoi vicoli.

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Lì dove si respira la storia intrisa nel bianco delle sue case, un passato così lontano, ma così presente tra le sue pietre.

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Ed è proprio tra i suoi vicoli che cerco uno dei posti di Ostuni che forse racchiude in sé i colori della Puglia: il verde degli ulivi, il blu del suo mare e il bianco candido che paradossalmente è quello che custodisce l’anima di questa Terra, perché capace di generare tutti gli altri colori.

Alla fine di un vicoletto, in discesa, ad appena qualche metro dalla piazzetta della Cattedrale, eccola: la Porta del Salento (conosciuta anche come la Porta del Paradiso) la porta più fotografata di tutta la Puglia, una porta blu incorniciata da fichi d’india su uno sfondo bianco.

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Girano diverse storie legate a questa porta, secondo alcuni non è stata mai aperta, secondo altri non si sa cosa nasconda.

In realtà questa porta, utilizzata anche come set pubblicitario, che sembra esser stata costruita ad arte, solo per attrarre turisti, fa parte di una casa, disposta su più livelli, che è possibile affittare per soggiornarvi (Casabluostuni).

Da qui si ha una splendida vista sulla piana sottostante fino al mare!


Sarà che ho trascorso la mattinata senza dar peso al tempo che passa o saranno state le numerose salite, ma mi rendo conto che è giunta l’ora di fermarmi a mangiare qualcosa.

Temo, però, di incappare in qualche locale, in una delle classiche trappole per turisti e, invece, vorrei solo poter scoprire i sapori tradizionali della cucina pugliese.

Dopo essermi guardata un po’ attorno, decido di lasciarmi guidare dall’istinto:  la mia scelta ricade su un piccolo locale Sapere e Sapori.

Un localino, dalla location suggestiva, situato in un vicolo, vicino alla Cattedrale, con dei carinissimi tavolini all’aperto, qui ho mangiato senza ombra di dubbio le migliori orecchiette alle cime di rapa. Tutti i prodotti erano di prima qualità e il personale giovane e sorridente mi ha fatto, da subito, sentire come se stessi a casa.

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Bevo l’ultimo sorso di vino  e riprendo la strada che scende dalla Cattedrale, direzione Piazza Libertà.
Ostuni continua a stupirmi con la sua placida atmosfera, che non sembra minimamente intaccata dal continuo via vai di ape car che accompagnano i turisti su e giù per le ripite salite alla scoperta dei luoghi più significativi.

E’ già ora di salutare Ostuni, ma prima mi dirigo verso un punto più panoramico, lontano dal centro storico, sicuramente uno dei luoghi da non lasciarsi sfuggire se decidete di visitare Ostuni.

Percorro una lunga strada asfaltata, situata in quella che può essere definita la parte nuova e lì, tra i civici 161 e 163 di Corso Vittorio Emanuele, vi è, semi nascosto dagli alberi, un piccolo belvedere: da qui si gode una vista mozzafiato su tutta Ostuni.

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La Città Bianca, in tutto il suo candido splendore con le sue mura aragonesi, che le fanno quasi da scudo e la cingono in un abbraccio.
Un gioiello, che grazie al bianco che colora ogni muro, ogni casa, piccola o grande che sia, rispende di luce propria.