Il Castello di Miramare: uno dei più bei castelli d’Italia

I castelli sono da sempre luoghi magici, antiche dimore nobiliari, che raccontano storie lontane, popolate da personaggi famosi, ricchi di intrighi, amori e guerre. Luoghi che sembrano usciti da una favola e che custodiscono secoli di storia. Il castello di Miramare è sicuramente uno dei castelli più belli d’Italia, con una storia affascinante e malinconica allo stesso tempo. Un luogo che non solo conserva un fascino senza tempo, ma che è anche uno dei maggiori esempi di residenza principesca ottocentesca.

Interamente rivestito in pietra bianca d’Istria, sorge in una posizione incantevole, costruito a picco sul mare, sulla punta del promontorio di Grignano, a circa 10 km da Trieste

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Il Castello realizzato in stile eclettico, è una sorprendente fusione di stili diversi, dal gotico, al medievale e il rinascimentale, che contribuiscono a creare uno scenario assolutamente unico grazie alla presenza del mare. 

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I profumi, i colori mediterranei e lo stile architettonico eclettico, si combinano in una fusione perfetta tra arte e natura. Il castello è, infatti, circondato da un immenso parco, di oltre 22 ettari, ricco di piante rare ed esotiche.

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(Foto di Sara Promenzio)

Passeggiando sul balcone panoramico, è possibile godere di una vista spettacolare su tutto il Golfo di Trieste.

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La storia del Castello di Miramare

Il castello fu fatto costruire dall’arciduca Massimiliano d’Asburgo, fratello dell’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe, il quale dopo aver soggiornato, diverse volte, a Trieste rimase così affascinato dal promontorio di Grignano, sotto il quale, si dice, trovò rifugio con la sua nave durante una tempesta, che decise di acquistare un terreno proprio lì dove il mare gli ricordava l’immensità dell’oceano.

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Massimiliano, ispirato dai castelli spagnoli lungo le coste dell’Oceano Atlantico, incaricò l’ing. Junker di costruire una dimora adeguata al suo rango: il castello venne inaugurato la notte di Natale del 1860.

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L’intero comprensorio fu chiamato, dallo stesso Massimiliano, Miramar, nome che deriva dallo spagnolo “Mirar el mar” ed italianizzato in Miramare.

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L’arciduca, insieme alla moglie Carlotta, sposata nel 1857, non potè godere, però, a lungo delle bellezze di Miramare, vi visse, infatti, per soli quattro anni.

 Qualche tempo prima, una delegazione di deputati messicani, su iniziativa di Napoleone III di Francia, si recò a Miramare per offrirgli la corona del Messico.

Massimiliano d’Asburgo, uomo di grande sensibilità e cultura, amò profondamente il Messico, si impegnò a mantenere l’integrità del territorio, appoggiando diverse norme della Costituzione Messicana del 1857 e arrivando perfino a mettersi in conflitto con il clero e con gli stessi francesi che lo avevano sostenuto.

Nonostante ciò, il governo di Massimiliano non venne riconosciuto non solo da molti governi stranieri, ma soprattutto dai liberali messicani, capeggiati da Juárez.

Viste le forti opposizioni che Massimiliano incontrò all’interno del paese, Carlotta decise di tornare in Europa in cerca di appoggi, ma senza successo: si recò a Roma da Papa Pio IX, a Parigi (che aveva, già ritirato il sostegno della Francia all’imperatore) ed infine a Vienna dove, l’imperatore Francesco Giuseppe, fratello di Massimiliano, lo aveva privato, poco prima della sua partenza per il Messico, di tutti i titoli della casa regnante asburgica. Durante il suo viaggio in Europa, Carlotta cominciò a manifestare i primi segni di uno squilibrio mentale, che la portarono a perdere la ragione, non fece mai più ritorno in Messico, e dopo un breve periodo al Castello di Miramare tornò in Belgio.

Dopo solo tre anni dal suo arrivo in Messico, Massimiliano, fu fucilato dagli oppositori guidati da Juárez (il suo assassinio venne anche rappresentato in ben dipinti di Édouard Manet). La salma di Massimiliano tornò a Miramare, a bordo della Novara, un anno dopo, per poi essere sepolto nella cripta imperiale a Vienna.

Dopo la morte di Massimiliano e la partenza per il Belgio di Carlotta, il Castello accolse per brevi periodi la famiglia Asburgo, in particolare l’imperatrice Sissi, che aveva sposato Francesco Giuseppe, fratello di Massimiliano, che era già solita recarsi a Miramare, non solo in visita ufficiale, ma anche usandolo come punto d’appoggio per le sue visite in incognito a Trieste e nelle baie vicine. 

Al termine della Prima Guerra Mondiale, il comprensorio di Miramare passò sotto l’amministrazione italiana, l’Austria, in base a degli accordi con l’Italia restituì tutti gli arredi e le opere d’arte che erano state trasferite a Vienna durante il primo conflitto mondiale.

Il castello divenne, così, un museo e dopo un restauro, fu aperto al pubblico nel 1929, ma per poco tempo. Venne, infatti, chiuso nel 1931, anno in cui divenne la residenza del duca Amedeo di Savoia-Aosta che vi abitò, insieme alla moglie, fino al 1937.

Durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale considerata la sua posizione geografica, il castello divenne un luogo di particolare interesse militare per le truppe naziste. Nel 1943, durante l’occupazione tedesca di Trieste, il castello divenne anche la sede di una scuola per ufficiali dell’esercito tedesco.

Successivamente, nel 1945, nel Castello si insediarono prima le truppe neozelandesi, a cui succedettero quelle inglesi ed infine gli americani, che vi rimasero fino al 1954, anno in cui Trieste viene restituita all’Italia.

Dal 1955 il Castello e il parco di Miramare sono museo nazionale e nel 2016 hanno ottenuto anche lo status di museo statale autonomo.

Gli interni del castello 

Il Castello, che con le sue merlature, rievoca i più classici castelli medievali, con rimandi alle architetture rinascimentali e barocche, è unico anche per quanto riguarda i suoi interni.

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Le oltre 20 stanze che lo compongono, tutte perfettamente conservate, sono visitabili seguendo un percorso prestabilito che dal pianoterra permette di raggiungere il primo piano: è possibile, così, ammirare i sontuosi arredi originali sia degli appartamenti privati sia delle sale di rappresentanza.

Mobili intarsiati, porcellane e avori sono tutti segni tangibili non solo delle firme dei più grandi artigiani dell’epoca, ma anche della raffinatezza e del gusto estetico dell’arciduca.

Il pianoterra, destinato agli appartamenti privati di Massimiliano e Carlotta, ha un carattere intimo e familiare, racconta di Massimiliano, dei suoi gusti letterari, del suo interesse per l’Oriente. In particolare due sale, il salotto cinese e quello giapponese, attraverso porcellane, arredi, sculture e suppellettili raccontano di come il mondo orientale, avesse conquistato Massimiliano. (Il salotto giapponese, nonostante il nome, dal punto di vista stilistico è più legato alle decorazioni settecentesche cinesi, piuttosto che a quelle giapponesi. Alle pareti si possono ammirare, in particolare, sete dipinte riccamente decorate con elementi del mondo animale e vegetale come farfalle e fiori).

Degne di nota sono la camera da letto di Massimiliano, comunemente nota come la cabina, che riflette tutto il suo amore per il mare e la navigazione, il letto, dalla struttura metallica, ricorda quello delle navi. 

Dalla sua passione per il mare, nasce anche la sala Novara, ovvero lo studio di Massimiliano, che riprende le fattezze del quadrato di poppa della fregata Novara sulla quale Massimiliano prestava servizio come ufficiale della Marina austriaca. 

Da non perdere anche la Sala della Musica dove Carlotta si esercitava nel suonare il fortepiano e la Biblioteca, che rispecchia i gusti letterari di Massimiliano. Custodisce, infatti, oltre 7.000 volumi ottocenteschi di storia, geografia, letteratura, arte e botanica. Decorano la sala alcuni busti di poeti (Dante, Goethe, Omero e Shakespeare,) posti lì quasi come custodi dei libri che, letteralmente, rivestono le pareti della stanza.

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Biblioteca (Foto di Sara Promenzio)

Sempre al pianoterra vi è anche la Sala Progetti che permette di ripercorrere la storia del complesso di Miramare, in particolare relativi alla pianificazione architettonica (interna ed esterna) e decorativa del castello e del parco di Miramare. Tra gli altri vi è anche il progetto che Massimiliano avrebbe inviato da Puebla (Messico), con notevoli modifiche relative all’assetto del parco. 

Salendo al primo piano, si abbandona per un attimo l’atmosfera ottocentesca che si respira al pianoterra, ci si ritrova, in quelli che furono gli appartamenti del Duca Amedeo di Savoia d’Aosta. Queste stanze in origine occupate dai collaboratori di Massimiliano, che, negli anni Trenta del Novecento, furono arredate con elegante gusto razionalista. Oltrepassando queste sale ci si ritrova nell’atmosfera della seconda metà dell’Ottocento ed in particolare nelle stanze di rappresentanza del castello, che furono concluse solo dopo la morte di Massimiliano, dall’aspetto pomposo, ispirato agli interni dei palazzi reali del tempo, tappezzerie estrose, stemmi e innumerevoli simboli imperiali. 

Particolarmente suggestive sono:

-la Sala delle Udienze, un tempo destinata agli incontri ufficiali, sfarzosamente decorata con un gioco di specchi e ori che, dal soffitto, si riflettono nel pavimento di legno;

-la Sala del Trono, la sala più grande del castello, con un’altezza di circa dieci metri e una lunghezza di quindici, con il soffitto decorato a capriate lignee, voluta da Massimiliano come luogo della glorificazione del Messico e del grande passato asburgico;

-la Sala Storica, affrescata da Cesare Dell’Acqua con episodi della storia di Grignano, ospita le sei tele che rappresentano fatti storici di rilievo che ebbero come sfondo Miramare, come, ad esempio, il momento in cui l’arciduca firmò l’atto con il quale accettò l’investitura a imperatore del Messico; 

-la Sala dei Gabbiani (o sala da pranzo) è l’ultima stanza del primo piano, quella che chiude il percorso di visita al castello, prende il nome dalle trentasei immagini di gabbiani in volo che decorano il soffitto.

Il pianoterra e il primo piano si differenziano non solo per l’atmosfera che si respira, privata nel primo, ufficiale nella seconda, ma anche per il colore predominante della tappezzeria: al pianterreno il colore predominante è l’azzurro, con un’iconografia scelta dallo stesso Massimiliano: un’ancora sormontata da una corona, chiaro riferimento al grado di viceammiraglio di Massimiliano, e l’ananas, emblema di prosperità e ricchezza. Al primo piano la tappezzeria è rossa, più regale in riferimento all’incoronazione di Massimiliano a Imperatore del Messico. Per questo motivo viene inserito nel simbolo un’aquila con un serpente nel becco e la doppia M e una I, di Imperatore e primo in numeri romani.

Il Parco

Ad un primo sguardo il parco di Miramare, sembra uno spazio all’apparenza naturale, ma invece, fu accuratamente progettato da Massimiliano, appassionato di botanica, che seguì personalmente anche l’allestimento. Per la progettazione del parco si rivolse inizialmente al giardiniere Josef Laube, sostituendolo in seguito con Anton Jelinek, che aveva partecipato con lui alla spedizione della fregata “Novara” intorno al mondo.

Il parco è il risultato dell’intervento di Massimiliano, condotto nell’arco di molti anni, sul promontorio roccioso di Grignano, che, in origine, aveva l’aspetto di una landa carsica quasi del tutto priva di vegetazione. Furono importati grossi quantitativi di terreno dalla Stiria e dalla Carinzia, mentre vivaisti soprattutto del Lombardo Veneto procurano una ricca varietà di essenze arboree e arbustive, moltissime delle quali di origine extraeuropea.

Nel parco si possono trovare una vasta varietà di piante provenienti dal centro e sud America, scelte dallo stesso arciduca, durante i suoi viaggi attorno al mondo, in veste di ammiraglio della marina militare austriaco.

Massimiliano non smise mai di interessarsi al suo giardino anche una volta stabilitosi in Messico, da dove fece pervenire numerose piante.

I tratti medievali, gotici e rinascimentali del Castello, si prolungano anche nel grande parco, di ventidue ettari, che circonda la dimora e scende con ampi gradoni verso il mare.

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(Foto di Sara Promenzio)

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(Foto di Sara Promenzio)

Progettato in simbiosi con il castello, il parco è caratterizzato dalla contrapposizione di due tipologie di giardino: quello romantico o all’inglese e quello formale o all’italiana. Nella zona est, ovvero per la maggior parte del parco, prevale la sistemazione “a bosco” che ripropone le caratteristiche del giardino all’inglese o romantico, caratterizzato dall’accostamento di elementi naturali accanto a elementi artificiali, come grotte, rovine e laghetti.

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(Foto di Sara Promenzio)

In questa zona del parco si trova una bellissima terrazza che permette di ammirare il castello da una posizione privilegiata.

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La zona sud ovest, protetta dal vento, quella del parterre e delle aiuole intorno al porticciolo è, invece, caratterizzata da un giardino formale o all’italiana, ovvero una suddivisione geometrica degli spazi. 

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(Foto di Sara Promenzio)

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(Foto di Sara Promenzio)

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(Foto di Sara Promenzio)

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(Foto di Sara Promenzio)

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(Foto di Sara Promenzio)

All’interno del parco si trova anche il Castelletto, un edificio di dimensioni minori che fu utilizzato come residenza da Massimiliano e Carlotta durante la costruzione del castello.

Il Parco di Miramare, nato con lo scopo di raccogliere in un unico luogo piante rare e bellissime, ancora oggi racconta del suo committente, Massimiliano e del rapporto dell’uomo con la natura che caratterizzò la sua epoca.

Camminando tra i vialetti di questo parco, che è un perfetto connubio tra artificiale e naturale, si può respirare un’atmosfera intrisa di significato, strettamente legato alla vita di Massimiliano e alle sue passioni.

Massimiliano e il Messico

Sebbene Massimiliano sia stato imperatore del Messico solo per pochi anni, nello stato, ancora oggi, si trovano diverse prove e testimonianze dell’amore che Massimiliano nutriva per il paese, ma anche del ricordo che conservano di lui i messicani.

A Città del Messico, Massimiliano fece costruire un lungo viale (paseo) per recarsi dal Castello di Chapultepec, scelto come sua residenza ufficiale, alla città che chiamò paseo de la emperatriz, in onore della moglie. 

Oggi questo viale, cuore commerciale ed economico della capitale messicana, che conduce dall’aeroporto “Benito Juárez” allo Zocalo, la piazza principale della capitale messicana, è conosciuto come Paseo de la Reforma. Il nome fa riferimento alla restaurazione della repubblica dopo gli anni di governo di Massimiliano.

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L’amore di Massimiliano per il Messico è particolarmente evidente nel Castello di Chapultepec, che chiamò in ricordo del Miramar triestino, Miravalle. Dal castello si può, infatti, ammirare una splendida vista su tutta la valle e su Città del Messico.

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Il castello costruito a più riprese dagli spagnoli, su un’altura sacra agli Aztechi, il monte Chapultepec, il cui nome deriva dalla parola nahualtl, antica lingua della civiltà azteca, (letteralmente “collina delle cavallette”), fu fatto ristrutturare da Massimiliano in stile neoclassico. Al suo ammodernamento vi lavorarono celebri architetti, non solo messicani, ma anche austriaci, francesi e belgi. 

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Salita al Castello di Chapultepec

Oggi nel Castello, sede del Museo Nazionale di Storia, che raccoglie una varietà di oggetti rappresentativi di quattro secoli di storia del Messico, è possibile visitare tra le varie sale anche quelle dell’Alcazar, quelle che un tempo erano le stanze di Massimiliano e di Carlotta.

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Sala di lettura dell’Imperatore Massimiliano

Sempre a Città del Messico, Carlotta trasformò l’enorme parco cittadino situato nel cuore del centro storico, l’Alameda, in uno dei più bei parchi della città: fu lei, infatti, a ordinare la creazione del roseto che, ancora oggi, ospita la Fontana di Venere.

Ed è proprio accanto all’Alameda, che vi è una testimonianza del forte ricordo che Massimiliano e Carlotta hanno lasciato nei messicani. Nel Museo Mural Diego Rivera, dedicato ad uno dei più grandi pittori e muralista messicani, è conservato il murales “Sogno di una domenica pomeriggio all’Alameda” realizzato originariamente per la sala da pranzo del lussuoso Hotel del Prado, spostato nel museo dopo la demolizione dell’hotel in seguito al devastante terremoto del 1985. 

Nel murales, un vero e proprio affresco storico-politico, che celebra il folclore messicano e la storia di un popolo fiero delle proprie origini indie, tra i personaggi, raffigurati da Rivera, vi sono anche Massimiliano e Carlotta, segno del fatto che hanno contribuito a fare la storia del Messico.

Anche a Cuernavaca, città che dista circa un’ora e mezza da Città del Messico, conosciuta anche come la città dell’eterna primavera, per il suo clima particolarmente mite tutto l’anno, vi sono, ancora oggi, tracce della permanenza di Massimiliano e Carlotta. Il Jardin Borda fu la residenza estiva di Massimiliano e Carlotta, nato come sontuosa casa di vacanza, fatta costruire, alla fine del 1700, da un magnate dell’argento, Josè de la Borda, in seguito fu trasformata dal figlio in un rigoglioso giardino botanico, al cui interno ancora oggi ospita centinaia di varietà di alberi da frutto e piante ornamentali, oltre a un lago interno, terrazze, scalinate, fontane e giochi d’acqua in stile francese.

Con il soggiorno di Massimiliano e Carlotta, il giardino divenne Palazzo Reale riacquistando, così, il suo antico prestigio. Gli imperatori, circondati dalla loro corte, erano soliti, infatti, offrire spettacolari cene di gala nei giardini oltre a concerti sul palco allestito nel laghetto.

Oggi presso il Jardin Borda, è possibile ammirare diversi dipinti che rappresentano scene della vita quotidiana di Massimiliano presso il giardino Borda. Il Jardin Borda, appartenente all’Istituto della Cultura del Morelos, è stato trasformato in un grande complesso culturale, oltre alla galleria d’arte, ospita anche un ristorante e un teatro all’aperto, dove si organizzano concerti e manifestazioni culturali di pittura, scultura, fotografia, arti visive, danza o teatro. 

Consigli Utili

L’accesso al castello di Miramare è a pagamento: visitabile tutti i giorni, dal lunedì alla domenica 9 – 19 (ultimo ingresso ore 18.30) ESCLUSO il 25 dicembre e il 1 gennaio), l’accesso al parco è, invece, gratuito (gli orari, consultabili sul sito del Museo Storico e il Parco del Castello di Miramare, variano a seconda la stagione).

Se andate a Trieste non perdetevi l’occasione di visitare questo castello dal fascino unico, a picco sul mare, e il suo magnifico parco, che ha avuto un ruolo fondamentale non solo nella storia italiana, ma anche in quella messicana,

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2 commenti

  1. Adoro i castelli e di questo avevo tanto sentito parlare. Ancora mi manca visitare Trieste e, in generale, il Friuli, ma mi sono ripromessa di organizzare presto un bel tour! Mi sono innamorata degli scatti sia al castello che ai giardini!

    • Grazie Margherita! Il Castello di Miramare è davvero un piccolo gioiello. Sul blog trovi altri articoli della mia regione, il Friuli Venezia Giulia, dai quali puoi trovare qualche spunto per organizzare il tuo tour !!!

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