Saragozza, la quinta città più grande di tutta la Spagna e la quarta per sviluppo economico, è ancora oggi poco nota ai turisti.
Capoluogo della regione dell’Aragona, situata a metà strada tra Madrid e Barcellona, Saragozza è una città antichissima, fondata dall’imperatore romano Cesare Augusto, con il nome di Caesaraugusta. E’ l’unica città dell’impero romano che ha avuto il privilegio di chiamarsi col nome del suo fondatore.
Caratterizzata da un mix unico di stili architettonici, gli splendidi edifici del passato, eredità delle diverse culture che si sono succedute nel corso dei secoli, dai romani ai musulmani, sono in perfetta armonia con le nuove costruzioni della Saragozza moderna, la maggior parte realizzate in occasione dell’Expo del 2008.
Saragozza, città unica al mondo, con le sue due cattedrali ovvero la basilica di Nostra Signora del Pilar e la Cattedrale di El Salvador, è tutta da scoprire. Una città che invita a rilassanti passeggiate, per ammirare i suoi magnifici palazzi riflessi sulle acque del fiume Ebro che la taglia in due.
Ecco un itinerario a piedi per scoprire alcuni dei luoghi più belli di Saragozza:
- Plaza del Pilar
- La Basilica de Nuestra Señora de Pilar (el Pilar)
- la Catedral de El Salvador de la Seo (la Seo)
- Museo del Foro di Caesaraugusta
- la Lonja
- Punte de Piedra e Punte de Santiago
- Il palazzo della Aljaferia
- Museo Gargallo
- Museo Goya
- Real maestranza de Caballería
- Il Rosario di Cristallo
- Museo del Teatro di Caesaraugusta
- Plaza de Espana
- Patio de la Infanta
- El Tubo
Plaza del Pilar
Un itinerario alla scoperta di Saragozza non può che iniziare dalla Plaza del Pilar, vero cuore pulsante di Saragozza, una delle piazze pedonali più grandi di tutta la Spagna, circondata da graziosi caffè e locali accoglienti, ospitati in eleganti palazzi storici.
Un luogo di ritrovo, frequentato non solo da turisti. La piazza è nota anche con il nome “El salón de la ciudad” (il salotto della città), poiché in una cornice suggestiva si svolgono le principali feste pubbliche e molte manifestazioni.
La piazza deve il suo nome alla Basilica di Nostra Signora del Pilar, situata sul lato settentrionale della piazza, un’imponente chiesa barocca del 1681 ampiamente rinnovata nel corso del XVIII secolo.
Sulla piazza si affaccia anche la Cattedrale del Salvatore, abitualmente chiamata La Seo per questo motivo la piazza è conosciuta come la Plaza de las Catedrales (Piazza delle Cattedrali).
Oltre alle due chiese, sulla piazza si trovano il municipio, la Fontana dell’Ispanità (l’opera costruita nel 1991 rappresenta la mappa dell’America latina. Nella parte superiore sinistra si vede un solco che ricorda la penisola dello Yucatán e l’America centrale. La cascata rappresenta il nord del Sudamerica e la vasca rappresenta il resto del continente fino allo stretto di Magellano e alla Terra del Fuoco); la Lonja; alcuni edifici giudiziari e un monumento a Goya (uno dei più importanti pittori spagnoli, considerato il pioniere dell’arte moderna, nato in un paesino vicino Saragozza) opera di Frederic Marès.
La Basilica de Nuestra Señora de Pilar (el Pilar)
La Basilica, costruita tra i secoli XVII e XVIII, è un gioiello dell’arte barocca, con le sue torri e la sua monumentale cupola a cui fanno da corollario dieci cupole più piccole, tutte ricoperte da maioliche policrome che formano una decorazione in stile arabeggiante, domina la città di Saragozza.
Il nucleo originario della basilica è una piccola cappella costruita attorno al pilastro di marmo, dove secondo la tradizione, il 2 gennaio del 40 d.C.la Vergine Maria apparve in visione a Santiago (l’apostolo Giacomo) sulla sommità di un pilar (pilastro) di diaspro e lasciò la colonna a testimonianza della sua visita.
Intorno alla colonna fu, dunque, costruita una cappella, che nel corso dei secoli fu sostituita da una serie di chiese sempre più sontuose fino a culminare nell’imponente basilica che si può ammirare oggi.
(Purtroppo al suo interno non è possibile scattare foto né realizzare video).
Al suo interno, nella parte centrale dell’edificio (dove si trova il miracoloso pilastro), spicca la barocca Santa Cappella, opera di Ventura Rodríguez, che ospita l’immagine della Madonna del Pilar.
Appena si varca la soglia de el Pilar si percepisce quella sensazione di profondità dello spazio, ottenuta dai contrasti di luci e dagli effetti di chiaroscuro.
Degni di nota sono anche i dettagli della pala dell’altare maggiore del XVI secolo e alcune opere di Goya.
L’ingresso alla Basilica del Pilar è gratuito, mentre la salita alla torre settentrionale, la Torre San Francisco de Borja, da cui si può godere di una splendida vista sulla città, è a pagamento (il biglietto può essere acquistato singolarmente oppure unitamente all’ingresso della Seo, al museo degli Arazzi, al Museo Pilarista e al Rosario di Cristallo).
Grazie ad un veloce ascensore si arriva prima ad un piccolo mirador da cui godere una vista panoramica. Da qui si prosegue salendo attraverso una scala a chioccia che conduce in cima alla torre da dove si può ammirare la città a 360°.
Questa parte sebbene sia protetta da vetrate, regala uno spettacolo magnifico: si possono ammirare, da una diversa prospettiva, le maioliche colorate della chiesa, il fiume Ebro ed i ponti che lo attraversano.
La Catedral de El Salvador de la Seo (la Seo)
La Catedral de El Salvador de la Seo è una delle due cattedrali metropolitane di Saragozza, è abitualmente chiamata “la Seo” in contrapposizione a “el Pilar”.
Una magnifica cattedrale costruita dove anticamente vi era il foro romano. Una struttura che combina una meravigliosa fusione di elementi gotici, barocchi, rinascimentali e mudejar, ben accostati tra di loro.
Una delle più belle cattedrali di Spagna e d’Europa, caratterizzata da una facciata neoclassica e da una grande torre campanaria.
L’angolo esterno più bello è sicuramente la facciata della Parrocchia di San Miguel de los Navarros.
Commissionata dall’arcivescovo Lope Fernández de Luna è decorata con stupendi motivi geometrici e ceramiche multicolori, può essere definita il capolavoro del mudéjar aragonese.
Lo stile Mudejar è uno stile unico al mondo, nato dalla fusione di due tradizioni artistiche di epoca medievale: la cultura ispano-moresca e quella cristiana occidentale.
Il termine “mudéjar” deriva dall’arabo “mudayyan”, che significa “colui al quale è stato permesso di rimanere”.
Dall’esterno de la Seo non si può immaginare la bellezza che è custodita al suo interno (purtroppo, anche qui, all’interno non è possibile scattare foto né realizzare video).
La ricchezza delle numerose cappelle dedicate ai santi lascia a bocca aperta. Ogni cappella è un piccolo capolavoro.
Con il biglietto d’ingresso viene fornita anche una audioguida che vi farà apprezzare le meraviglie di questa cattedrale.
Il biglietto del la Seo comprende (oltre la salita alla torre della Basilica del Pilar) anche l’ingresso al Rosario di Cristallo, al Museo degli Arazzi, una bellissima collezione di arazzi fiamminghi e francesi dal XIV al XVII secolo e al Museo Pilarista.
In una piccola stanza, de el Pilar, si trovano numerose vetrine che ospitano i tesori della Basilica del Pilar, ovvero i vari gioielli che sono stati donati alla Virgen del Pilar a partire dal XVI secolo dC, oltre ad una rappresentazione dei mantelli che la vergine indossa quotidianamente così come altri oggetti e ornamenti del santuario mariano. Tra gli oggetti esposti spiccano i calici donati dai Papi Pio X e Giovanni XXIII).
Arco del Dean
Dietro la Seo, dove si respira ancora l’atmosfera della Saragozza medievale, in una stradina del centro storico, quasi nascosto vi è l’Arco del Dean.
L’arco fu fatto costruire, nel 1293, per volontà del Decano de la Seo con lo scopo di collegare la sua residenza con la cattedrale. La Case del Decano è l’unica casa medievale del XIII secolo, sopravvissuta fino ai giorni nostri, e l’arco è l’unico che si è conservato tra tutti quelli che esistevano, un tempo a Saragozza.
La leggenda narra che le istituzioni non vollero pagare la costruzione di quest’arco, il Decano chiese, così, aiuto a Lucifero per pagare i lavori, il quale accettò in cambio che le anime delle persone che passavano sotto l’arco sarebbero state per lui.
Se passate sotto l’arco ricordate di esprimere un desiderio !
Museo del Foro di Caesaraugusta
Ritornando nei pressi della Seo si trova il Museo del Foro di Caesaraugusta, situato sotto la pavimentazione della Piazza della Seo, dove sono esposti i resti archeologici dell’antico foro romano, all’epoca dell’imperatore Tiberio.
L’accesso avviene attraverso un avveniristico edificio in marmo, vetro ed acciaio, una struttura a forma prisma, ricoperta di lastre di onice iraniano.
Da qui dopo esser entrati, si scende al livello del Foro dove, percorrendo delle piattaforme di ferro e legno, si possono osservare i basamenti delle costruzioni e quelli dei lunghi colonnati che arricchivano il grande Foro.
Si possono notare con chiarezza i muri perimetrali dei diversi locali, privati e pubblici esistenti nella zona del Foro. Si può vedere uno spaccato della vita quotidiana della città di Saragozza durante il I secolo d.c., poco dopo la sua fondazione.
La Lonja
Situata in Piazza del Pilar, la Lonja, l’antico palazzo della borsa, è un edificio architettonicamente molto bello. Un palazzo elegante ed imponente, di epoca rinascimentale, costruito intorno alla metà del 1500 come sede per la contrattazione delle merci.
All’interno è caratterizzato da uno stupendo soffitto a volte a crociera, degne di nota anche le colonne decorate con motivi floreali.
L’ingresso é gratuito, oggi al suo interno vengono allestite numerose mostre temporanee che, purtroppo, coprono la maggior parte delle pareti e non permettono di apprezzare appieno la bellezza del palazzo.
Il Caballito di Saragozza
In una piazzetta tranquilla, dietro la Lonja, si trova una piccola statua di bronzo, alta poco più di un metro, quella di un piccolo cavallino.
La storia di questa statua è legata a quella di un fotografo di strada, Angel Cordero Gracia che in questa piazza, per più di cinquant’anni, ha scattato foto ai bambini in sella a un cavallino di cartone.
La statua vuole essere un tributo alla fotografia di altri tempi e un omaggio a chi ha contribuito a creare ricordi indelebili per generazioni di bambini.
Per ammirare la maestosità della Plaza del Pilar, la grandezza dei resti romani, l’ampio alveo del fiume Ebro, la Chiesa di San Juan de los Pantes (una chiesa stile in stile barocco che sembra quasi chiudere la Plaza del Pilar, caratterizzata da un campanile che presenta un’inclinazione simile a quella della Torre di Pisa), ma anche la bellezza modernista del Mercado Central (noto anche come mercato di Lamuza, progettato nel 1895 dall’architetto Félix Navarro Pérez e completato nel 1903. Un edificio in cui pietra e vetro si uniscono all’architettura in ferro, che permette di passeggiare tra i banchi bei frutta, carne e pesce, ma anche di fermarsi per una sosta gastronomica) potete salire sul Torrione della Zuda (una corruzione realizzata sopra le torri delle antiche mura romane).
Tra le mure romane e il Mercato Centrale si trova la statua in bronzo di Cesare Augusto, donata da Mussolini nel 1940, alla città di Saragozza per ricordare il suo fondatore.
La statua è una copia della statua in marmo “Augusto di Prima Porta”, così chiamato per il suo ritrovamento nella villa di Livia, moglie di Augusto, che sorgeva a Roma in località Prima Porta.
Oggi la statua“Augusto di Prima Porta” noto anche come “Augusto loricato”, è conservata ai Musei vaticani. Il primo imperatore romano si presenta col destro alzato, nel gesto di chiedere il silenzio prima dell’incitamento alle truppe prima della battaglia.
Una statua così bella che il Regime negli anni Trenta del secolo scorso pensò di farne una serie di repliche per, poi, donarle a diverse città italiane e non, tra cui Saragozza.
Anche a Gorizia, la mia città, vi è una copia della statua dell’Augusto loricano, chiamato così per la corazza da legionario in pelle che indossa, originariamente la statua era stata donata a Pola dalla città di Roma ed era situata nei pressi dell’Arena, su di un basamento in pietra d’Istria. Rimossa nel febbraio 1947, grazie al Comune di Gorizia, la statua venne collocata, nel 1955, a Gorizia nel giardinetto tra via Roma e via Crispi.
Passeggiando lungo la riva del fiume Ebro è possibile godere dell’atmosfera rilassata che contraddistingue Saragozza e ammirare le belle vedute panoramiche sugli edifici vicino al corso d’acqua.
Dai diversi ponti che attraversano l’Ebro (tra cui il Ponte di Piedra con il belvedere di San Lázaro e il Ponte di Santiago) è possibile ammirare alcuni dei più bei tramonti con sullo sfondo la Basilica del Pilar.
Il Puente de Piedra e il Punte de Santiago
Il Puente de Piedra, il ponte più antico sul fiume Ebro, è stato ristrutturato più volte nel corso degli anni a causa delle alluvioni dell’Ebro.
Costruito in stile gotico è conosciuto anche come il “Ponte dei leoni” per i due leoni (simbolo della città) di bronzo collocati sui pilastri ai lati del ponte che sembrano quasi intimare di non varcare quel luogo. Il ponte regala una panoramica davvero unica sulla Basilica del Pilar e sul resto della città.
Il Puente de Santiago è, invece, una costruzione moderna, venne realizzato nel 1967 per alleggerire il traffico della città. Un ponte semplice senza particolari abbellimenti, la cosa più interessante è l’insieme di pietre sul quale è scritto il nome del ponte.
Una curiosità chi percorre il Camino del Ebro, parte del Cammino di Santiago, che da Deltebre, dopo 452 km conduce a Logroño e da qui prosegue sul Cammino Francese, passerà proprio su questo ponte.
Il Camino del Ebro è uno dei cammini meno battuti del Cammino di Santiago, ma non per questo meno affascinanti.
Il palazzo della Aljafería
Passeggiando lungo l’Ebro si può raggiungere un altro gioiello cittadino, il palazzo arabo della Aljafería. Questo edificio dell’XI secolo è una delle costruzioni islamiche situate più a nord dell’Europa e il più bel palazzo islamico presente in Spagna al di fuori dell’Andalusia.
Un palazzo fortificato, il cui esterno contrasta con la bellezza degli interni, caratterizzati dalle decorazioni in stile mudéjar, il suggestivo mirhab (la nicchia, situata all’interno della moschea, che indica la direzione della Mecca), gli archi alveolati, il cortile degli aranci, il salone dorato e l’emiciclo del parlamento regionale.
Tutte le opere sono state realizzate nella seconda metà dell’XI secolo sotto il mandato dell’Emiro Abū Jaʿfar Ahmad ibn Hūd, detto al-Muqtadir, e proprio dalla sua kunya Abū Jaʿfar (nell’onomastica araba, per kunya si riferisce all’appellativo composto di abū «padre» utilizzato di solito per designare la paternità rispetto al figlio primogenito) deriva il nome spagnolo “al-Jaʿfariyya” (“di Jaʿfar”).
La residenza riflette lo splendore raggiunto dal taifa (regno) di Saragozza all’apice della sua grandezza.
Un palazzo fiabesco, costruito come sontuosa residenza di riposo e svago del sovrano di quella che era chiamata Saraqusta, diventata poi Zaragoza dopo la riconquista cattolica.
Dopo la riconquista di Saragozza da parte di Alfonso I (1118) l’Aljaferìa divenne la residenza dei sovrani aragonesi che ne modificarono l’aspetto in molte parti, costruendo tra gli altri la sequenza di archi ad ovest del patio di Santa Isabella.
Risalgono ai secoli del dominio argonese, le sale, in stile “mudejar”, volute dal re Pedro IV, impreziosite da splendidi intarsi in legno chiamati “alfarjes”.
A partire dal 1492 il Palazzo dell’ Aljaferia subì per volere dei monarchi cristiani nuovi cambiamenti.
Vennero realizzati una scalinata, un corridoio e un insieme di sale, denominate dei Passi Perduti, che portano allo splendido Salone del Trono, con un magnifico soffitto decorato con legno dorato.
Nella struttura architettonica, si distinguono, infatti, i vari interventi compiuti nel corso dei secoli: il palazzo islamico, quello cristiano-medioevale, il palazzo dei Re cattolici ed, infine, le ristrutturazioni e ampliamenti effettuati in epoca moderna e contemporanea.
La struttura conserva parte delle sue mura originali, a pianta quadrangolare rinforzata da torrioni semicircolari, alla quale si aggiunge la grande torre del Trovador, a forma di prisma, la cui zona inferiore, risalente al IX secolo, è considerata la più antica di tutta la fortezza.
Gli ambienti si sviluppano intorno a un cortile interno a cielo aperto, il tipico giardino musulmano con aranci e fontane.
Qualche decina di anni fa il palazzo è stato oggetto di un’importante restauro, e dal 1987 è divenuto anche la sede del Parlamento aragonese, las Cortes de Aragón (Aragona è, infatti, una regione a statuto autonomo, con statuto approvato nel 1982), visitabile quando non vi sono sedute.
Museo Gargallo
In Plaza San Felipe, nel Palacio de Argillo, un palazzo rinascimentale appartenuto ai conti di Argillo, si trova il museo monografico dedicato allo sculture aragonese Pablo Gargallo.
Il Museo ospita più di cento opere dello scultore, tra cui disegni, sculture e numerosi documenti. Il Museo venne istituito in seguito ad un accordo tra il Comune di Saragozza e Pierrette Gargallo, la figlia dello scultore.
Museo Goya
Il museo, situato nel “Palacio de los Pardo”, vanta una delle più prestigiose collezioni di dipinti di Goya, seconda solo al Museo del Prado di Madrid.
Disposto su tre piani espone in diverse sezioni le correnti artistiche e il contesto storico che influenzarono le opere di Goya.
Goya, nato a Fuentetodos, un paesino poco distante da Saragozza, è considerato uno dei più apprezzati artisti spagnoli di tutti i tempi.
Pioniere dell’arte moderna, è stato non solo uno dei più grandi pittori spagnoli, vissuto tra la fine del XVIII secolo e dell’inizio del XIX, ma è considerato, anche, insieme a Dürer, Rembrandt e Picasso, uno dei migliori incisori della storia dell’arte.
Nel museo sono esposte, in modo permanente, le quattro serie complete di incisioni di Goya:
– la serie “Los Caprichos” (I capricci) mostra la visione dell’artista della società in cui viveva.
– La serie de “Los Desastres de la Guerra” (I disastri della guerra), un severo attacco di Goya alla crudeltà e alla follia della guerra,
– la serie “La Tauromaquia“, che rappresentano stampe raffiguranti la corrida;
– La serie “Los Disparates” (l’assurdità) che riflettono lo spirito tormentato e pessimista che caratterizzò l’animo dell’artista negli ultimi anni della sua carriera.
Real Maestranza de Caballeria
In una straordinaria casa rinascimentale aragonese, conosciuta come Casa de Miguel Donlope, un edificio costruito nel corso del terzo e quarto decennio del XVI secolo, perfetto esempio del modello di casa-palazzo aragonese, vi è la sede della Real Maestranza di Caballeria, una nobile istituzione, una delle più antiche istituzioni in Aragona, le cui origini risalgono al XII secolo.
Nel corso dei suoi oltre sette secoli di storia ha mostrato i suoi postulati fondatori, il suo impegno per l’Aragona e la sua lealtà alla Corona di Spagna.
Aperto solo durante i fine settimana, il biglietto include 45 minuti di tour guidato (solo in spagnolo) che vi farà scoprire i gioielli del suo patrimonio artistico (purtroppo all’interno non è possibile scattare fotografie né fare video).
Il Rosario di Cristallo
Nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù, in Plaza de San Pedro Nolasco, è conservato il Rosario di Cristallo, ovvero le lanterne di vetro ed i carri che, formano il Rosario di Cristallo, che ogni 13 ottobre, vengono portate, al tramonto, in una processione notturna per le vie di Saragozza che corrispondono a ciascuna delle parti che compongono la preghiera del rosario.
Le lanterne rappresentano infatti i Misteri Gaudiosi, Dolorosi, Gloriosi e Luminosi.
Tutte le lanterne sono fatti a mano e alcune hanno più di un secolo di storia.
L’esposizione delle lanterne è sicuramente una delle più suggestive di Saragozza e vale la pena dedicarvi del tempo per ammirarle senza fretta.
Museo del Teatro di Caesaraugusta
Il Museo del Teatro, situato a pochi passi dal Rosario di Cristallo, insieme ai musei del Foro (situato in Plaza de la Seo), del Porto Fluviale e delle Terme Pubbliche di Cesareaugusta, fa parte dell’Itinerario di Cesareaugusta.
E’ un teatro, di epoca romana, costruito a Saragozza nella prima metà del I secolo, nell’età di Tiberio e Claudio, che venne riportato alla luce durante gli scavi archeologici nel 1973.
Il teatro aveva una capacità di 6.000 spettatori (in una città come Saragozza dove all’epoca vivevano 18.000 persone) e seguiva il modello del Teatro di Marcello di Roma.
Rimase in attività fino al III secolo e successivamente i suoi materiali sono stati usati per costruire mura e altri edifici.
Plaza de Espana
Plaza de Espana è il cuore pulsante di Saragozza, un’ampia piazza di importanza storica e in cui sono concentrate alcune delle principali attrazioni della città.
E’ il centro della vita sociale e culturale del capoluogo aragonese ed è letteralmente circondata da musei, bar, monumenti e palazzi sia antichi che moderni.
Al centro della piazza campeggia il Monumento ai Martiri della Religione e della Patria. Il monumento, un complesso scultoreo in pietra e bronzo, vuole commemorare i martiri cristiani di Saragozza ed in particolare ai martiri che difesero la città, soprattutto durante l’assedio delle truppe napoleoniche del 1808.
Una curiosità proprio in Plaza de Espana vi è il Mercato gastronomico Puerta Cinegia, oltre ai tanti locali, dove fermarsi per una pausa golosa potrete ammirare una scalinata barocca del XVIII secolo, un patio gotico del XV secolo, i resti della muraglia romana, che sono stati conservati dopo i lavori di restauro. Una curiosità: all’interno del Mercado di Puerta Cinergia vi è anche un’imponente statua di Cesare Augusto, alta oltre 10 metri.
Patio de la Infanta
Il Patio de la Infanta è uno dei gioielli del Rinascimento aragonese del XVI secolo e si trova all’interno della sede dell’Ibercaja, una banca con sede a Saragozza.
L’accesso al Patio de la Infanta avviene attraverso l’ingresso in via San Ignacio de Loyola 16.
Il Patio rinascimentale è decorato con 8 arazzi dal XV al XVII secolo, realizzati nelle Fiandre e a Bruxelles.
Un gioiello nascosto, con elementi interessantissimi e che offre un colpo d’occhio notevole.
Il Patio costituiva la parte centrale e l’unica pervenuta fino ai nostri giorni della Casa di Zaporta, il palazzo appartenuto a Gabriel Zaporta, ebreo convertito al cattolicesimo, un nobile banchiere che fece costruire il palazzo nel 1549 per sua moglie Sabina de Santangel.
La casa presentava una distribuzione attorno al cortile centrale tipico delle case romane.
A fine del 1800 un grave incendio devastò il palazzo che fu demolito, furono salvate solo alcune parti, tra cui il patio, che fu tagliato e trasferito a Parigi dove venne rimontato come vetrina del negozio dell’antiquario Francesco Ferdinand Schultz che lo aveva acquistato per 17000 pesetas.
Nel 1958 il direttore della Caja de Ahorros di Saragozza, l’attuale Ibercaj,a decise di riacquistare il paio per 30 milioni di franchi francesi. Il patio rimase nei magazzini fino al 1980, anno in cui venne allestito nella sede dell’Ibercaja e dove ancora oggi si può ammirare.
Il patio, una struttura riccamente ornata, è formata da un livello inferiore e uno superiore. Le colonne impreziosite da elaborate incisioni sostengono la galleria superiore e sono decorate da una straordinaria serie di motivi platereschi (in stile barocco spagnolo del XVI secolo).
Le incisioni rappresentano figure umane, ma anche medaglioni con ritratti di imperatori romani e importanti personaggi religiosi.
Alla balconata del cortile superiore con archi e colonne di architettura rinascimentale, si può accedere solo durante le visite guidate organizzate.
Il patio è chiamato così in onore di Maria Teresa de Vallabriga, moglie del principe Don Luis de Borbón, fratello del re Carlos III, la quale, dopo la morte del marito, si trasferì a Saragozza e visse a Casa Zaporta, qui il popolo di Saragozza l’avrebbe sempre ricordata con l’appellativo di Infanta.
Prima di accedere al patio vi è una presala in cui viene ripercorsa la storia del magnifico patio.
Durante tutto l’anno, il Patio de la Infanta presenta un ricco programma di mostre temporanee e altri eventi culturali.
El Tubo
Il luogo migliore per salutare Saragozza è sicuramente passsare una serata nel quartiere de El Tubo, chiamato così, perché è un’area del centro storico (il Casco Antiguo) formata da stradine strette e lunghe come tubi, ricca di ristoranti e localini.
Questa zona, situata tra Calle Mártires, Cuatro de Agosto (data in cui Saragozza subì il primo e devastante assalto durante la guerra d’indipendenza spagnola), Cinegio, Libertad ed Estébanes, è piena di bar, ognuno specializzato in tapas differenti. I bar di tapas sono aperti tutti i giorni della settimana e ci si può andare sia pranzo che a cena, anche se la zona tende ad essere più vivace la sera durante la settimana, mentre nei fine settimana a qualsiasi ora del giorno.
El Tubo appare come un piccolo dedalo di vicoletti, colorati da graffiti, che si intrecciano nel cuore del centro storico di Saragozza.
Fra tutti i locali una menzione particolare a La Republicana un locale con bancone in legno e arredamento retrò, a tratti eccentrico, caratterizzato da vecchie pubblicità, mobili e lampade d’epoca, dove degustare tapas originali e saporite.
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