La Città delle Arti e delle Scienze di Valencia

Ci sono città capaci di sorprenderti dal punto di vista architettonico e Valencia con la sua Città delle Arti e delle Scienze è sicuramente una di queste. Anche se in questo periodo è difficile viaggiare, voglio continuare a farvi sognare portandovi alla scoperta di questo che è diventato il simbolo di Valencia. La Città delle Arti e delle Scienze, in spagnolo Ciudad de las Artes y las Ciencias, conosciuta anche con l’acronimo CAC, è una vera e propria “città nella città” che si estende per ben 35 ettari, lì dove un tempo scorreva il fiume Turia.

L’intero complesso è un esempio di architettura organica, che grazie a qualità costruttive d’avanguardia ha saputo armonizzare uomo e natura, creando un perfetto equilibrio tra ambiente costruito e ambiente naturale. L’intero progetto, diversamente da quello che crede, la maggior parte delle persone, non è stato progettato esclusivamente dall’architetto Santiago Calatrava, il valenciano più famoso nel mondo, ma da Calatrava e Félix Candela. In particolare a Calatrava si devono la maggior parte dei progetti degli edifici della CAC, ovvero il Palau de les Arts Reina Sofía, l’Hemisfèric, il Museu de les Ciències, l’Umbracle e l’Agora, mentre l’Oceanografic è opera dell’architetto Candela.

La realizzazione della Città delle Arti e delle Scienze ha suscitato numerose critiche, soprattutto da parte dei cittadini di Valencia, riconducibili non solo alle ingenti somme di denaro investiti, ma soprattutto ai costi aggiuntivi non preventivati necessari per terminare l’opera, nonostante ciò, oggi il complesso architettonico è diventato il simbolo per eccellenza della città, che ha letteralmente rivoluzionato lo skyline di Valencia.

Ogni aspetto all’interno della Città delle Arti e delle Scienze è curato nei minimi dettagli: la luce e l’azzurro degli specchi d’acqua a cielo aperto sono i protagonisti dell’intero complesso; sono stati, infatti, realizzati sapienti giochi di colore tra il bianco degli edifici e l’azzurro degli specchi d’acqua in modo tale che ogni edificio si potesse riflettere nell’acqua. Tutti gli edifici sono costruiti usando il cemento, l’acciaio e il vetro ed inseriti tra acqua e vegetazione.

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Viste le dimensioni del complesso architettonico, la visita completa alla Città delle Arti e delle Scienze richiede non meno di una giornata intera; per organizzarsi al meglio, è utile conoscere le sei diverse strutture, tra loro in perfetta armonia, che la compongono:

1) Il teatro dell’opera Reina Sofia (El Palau de les Arts Reina Sofía)

2) L’ Hemisfèric

3) Il Museo delle Scienze Principe Felipe (El Museu de les Ciències Príncipe Felipe)

4) L’Umbracle

5) L’Agora

6) L’ Oceanogràfic.

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1) Il Teatro dell’Opera Reina Sofia

Il teatro dell’Opera Reina Sofia (El Palau de les Arts Reina Sofía) è il primo edificio che si incontravenendo dal centro storico di Valencia. Il Palau, realizzato dall’architetto Calatrava, con i suoi 75 metri d’altezza, è il teatro dell’opera più alto del mondo. Un edificio maestoso, con una superficie di 40.000 mq, ma al contempo innovativo, è stato pensato come una nave che solca il mare fino ad arrivare nel letto del fiume Turia. L’edificio, dedicato alla creazione, promozione e diffusione della musica, della danza e del teatro, è stato concepito per far vivere agli spettatori un’esperienza musicale di altissimo livello.

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Al suo interno ci sono 4 diverse sale (Sala Principal, Aula Magistral, Auditorio, Teatro Martin y Soler) dedicate rispettivamente all’opera, alla musica, al balletto e al teatro. Una tappa imperdibile per gli amanti della musica, dell’opera e della danza.

A mio parere è l’edificio più affascinante per la sua forma particolar, strutturato con un progetto di terrazze e giardini mediterranei, posizionate a diversi livelli, dove poter passeggiare, con la possibilità di passare da una terrazza all’altra mediante ascensori panoramici e scale situate all’interno dei lati metallici del teatro.

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L’edificio è visitabile solo prenotando una visita guidata: per conoscere tutte le informazioni vi consiglio di consultare il sito ufficiale del Palau. 

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E’ possibile, poi, visitare il teatro anche assistendo ad uno degli spettacoli che sono ospitati al suo interno. Qui potete trovare la programmazione completa del Palau de les Arts.

2) L’Emisfero

L’Emisfero (l’ Hemisfèric) è il sicuramente il più noto tra gli edifici che compongono il complesso architettonico della Città delle Arti e delle Scienze e anche il primo ad essere stato completato nel 1998.

La forma ricorda la metà di un occhio umano, che diventa intero quando si riflette nello specchio d’acqua sul quale è adagiato. L’edificio vuole rappresentare l’occhio della sapienza e della conoscenza, simboleggia, infatti, l’osservazione del mondo che i visitatori potranno sperimentare quando vedranno le proiezioni audiovisive all’interno dell’edificio.

Valencia Città delle Arti e delle Scienze

Quando cala la sera e le luci si accendono, lo spettacolo dell’Hemisferic è particolarmente suggestivo, quasi magico, si può, infatti, vedere nella sua interezza l’edificio e il suo riflesso.

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 Il complesso della Città delle Arti e delle Scienze è anche una location ideale per ammirare i caldi colori dei tramonti valenciani che vestono il cielo.

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L’Hemisferic è conosciuto, soprattutto, per il suo cinema con tecnologia Imax (un sistema di proiezione capace di mostrare immagini e video con una grandezza e una risoluzione molto superiore rispetto ai tradizionali sistemi di proiezione) ed, in particolare, per lo schermo concavo di 900 metri quadrati e 24 metri di diametro, che lo rendono di fatto la sala cinematografica più grande di tutta la Spagna.

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Rispetto ai cinema tradizionali, ciò che rende tutto estremamente reale è proprio la forma concava dello schermo: gli spettatori sono seduti su poltrone inclinate con di fronte l’immenso schermo concavo, che sembra quasi avvolgere lo spazio dei posti a sedere.

All’interno dell’Hemisferic vi è, anche, un Planetario, ospitato nella sfera centrale dell’edificio, che costituisce la “pupilla” dell’occhio, dove è possibile vedere, su uno schermo gigante, una riproduzione dell’universo, ed un Laserium, adibito a spettacoli di luci e laser.

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3) Il Museo delle Scienze Principe Felipe

Il Museo delle Scienze Principe Felipe (El Museu de les Ciències Príncipe Felipe) che nel 2020 festeggia i 20 anni dalla sua inaugurazione, con i suoi 42.000 mq di superficie, è il più grande museo scientifico interattivo, non solo di tutta la Spagna, ma anche il più grande d’Europa.

L’edificio, dedicato al Principe Filippo, oggi attuale re di Spagna, ha una struttura particolare, è stato, infatti, concepito come una grande galleria vetrata che si affaccia sull’acqua, le cui strutture in cemento armato e vetri rimandano all’immagine dello scheletro di un dinosauro.

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I lati del palazzo, entrambi ricoperti interamente da vetri, permettono di filtrare e regolare la luce del sole che vi giunge al suo interno.

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Il museo, dedicato alla scienza in tutte le sue forme, dalla biologia alla fisica, si sviluppa su tre piani, ognuno dedicato ad un ambito particolare della scienza, che permette al visitatore di sperimentare e scoprire il mondo delle scienze, attraverso esposizioni coinvolgenti che stimolano la curiosità del visitatore.

Tutte le installazioni e le esposizioni, infatti, richiedono la partecipazione attiva dei visitatori. I temi presentati sono ad esempio: la vita, il DNA, la ricerca spaziale, l’astronomia, le tecniche del laser, ma anche l’acqua, l’elettricità. Nei laboratori del museo si possono trovare risposta alle più bizzarre curiosità scientifiche, del tipo “come far funzionare un orologio con il succo d’arancia?” o “si può trasformare l’acqua in vino?”.

Il piano terra del Museo, conosciuto anche come “Calle Menor”, a differenza del resto dell’edificio, è aperta al pubblico gratuitamente: qui sono ospitate la biglietteria, ristoranti, negozi e spesso sono allestite mostre permanenti gratuite.

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Qui potete trovare il link per acquistare i biglietti d’ingresso al Museo delle Scienze Principe Felipe.

4) L’Umbracle

L’Umbracle non è un vero e proprio edificio, bensì è un’ampia terrazza, costruita su un livello più alto, rispetto agli altri edifici della Città delle Arti e della Scienze, caratterizzata da archi parabolici trasparenti, che ospita un palmeto e numerose specie botaniche.

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Dall’alto della terrazza è possibile godere di una vista spettacolare sull’intero complesso architettonico. Il piano inferiore è, invece, adibito a parcheggi.

Nelle intenzioni di Calatrava, l’Umbracle è sicuramente la parte del complesso più proiettata verso il futuro.

E’ stata pensata, infatti, come una passeggiata panoramica di circa 320 metri, realizzata in granito, legno, acciaio e al cui interno sono ospitate anche diverse opere d’arte.

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L’Umbracle, che riprende, in modo moderno e tecnologico, la tradizione europea del Giardino d’Inverno, è caratterizzato da uno splendido pavimento in Tek, un legno tropicale resistente ad acqua, vento e sole, da palme, palme nane, aranci e alberi di specie diverse, tutte tipiche del territorio valenciano, oltre a centinaia di specie floreali, provenienti da tutto il mondo, tra cui la Madreselva (conosciuta anche come caprifoglio, proveniente dal Giappone), scelta per la sua forza, e la Bouganvillea per la sua bellezza ornamentale.

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Calatrava, nel progettare l’Umbracle, non l’ha pensato solo come a uno splendido giardino che varia i suoi colori al variare delle stagioni, ma ad un vero e proprio “Paseo de las Esculturas”, (“passeggiata delle sculture”) ospita, infatti, una galleria d’arte, all’aria aperta, con opere di alcuni dei più famosi artisti contemporanei tra cui: Miquel Navarro e Yoko Ono.

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L’ingresso all’Umbracle è gratuito, per quanto riguarda la parte superiore, dedicata al passeggio pedonale, mentre la zona inferiore, riservata ai parcheggi di mezzi privati, è a pagamento con delle tariffe prestabilite.

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Oltrepassato l’Umbracle, ci si trova, poi, all’interno del Jardín de Astronomía: un’esposizione interattiva che permette ai visitatori di conoscere i concetti base dell’astronomia, come, ad esempio, i movimenti della terra, della luna ed alcuni degli strumenti di osservazione del cielo.

5) L’Agorà

L’Agora, è stato l’ultimo edificio realizzato, in ordine di tempo, all’interno della Città delle Arti e delle Scienze di Valencia, nella forma, ricorda due mani che si uniscono oppure, secondo altri, il dorso di un grande dinosauro. Uno spazio versatile, pensato come una grande piazza coperta, con un’area di 5000 metri quadrati, situato tra il Ponte dell’Assut de l’Or e l’Oceanografic.

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Purtroppo, non è visitabile ogni giorno, in quanto è aperto esclusivamente quando ospita manifestazioni di varia natura, tra cui anche eventi sportivi.

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El Pont de l’Assut de l’Or

In questo fantastico scenario futuristico della Città delle Arti e delle Scienze con edifici dalle forme avvenieristiche, tra giardini, specchi d’acqua, balza all’occhio il Pont de l’Assut de l’Or, situato tra il Museu de les Ciències Príncipe Felipe e l’Agora, un grande ponte bianco di tipo “strallato”, cioè sospeso, nel quale l’impalcato è retto da una serie di cavi (gli stralli) ancorati a piloni di sostegno. La sua struttura aerodinamica e leggera, nonostante i materiali impiegati (acciaio e cemento), è una sintesi tra musica, architettura e l’elemento naturale, ovvero l’acqua.

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Nel complesso la struttura ferrea del ponte, insieme ai cavi, ricorda nella forma, un’immensa arpa, la cui torre si aggiudica il titolo di punto panoramico più alto di tutta Valencia.

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Il ponte, oltre ad essere una meraviglia architettonica, è, oggi, con le sue tre corsie ,per entrambi i sensi di marcia, anche una risorsa strategica per alleggerire il traffico in città: si stima, infatti, che venga attraversato, ogni giorno, da circa 70 mila mezzi.

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6) L’Oceanografic

L’oceanografico (l’ Oceanogràfic), realizzato dall’architetto Candela, con i suoi 100.000 mq e circa 500 specie per un totale di 45.000 esemplari, è uno degli acquari più grandi del mondo ed il più grande d’Europa.

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Uno spazio immenso, in cui sono stati riprodotti in modo fedele, con la loro flora e fauna tipica, tutti gli ambienti marini del mondo, al fine di accompagnare i visitatori attraverso un percorso realistico alla scoperta dei principali ecosistemi marini.

Le parti più suggestive dell’Oceanografic sono sicuramente il tunnel sottomarino lungo 70 metri ed il ristorante sottomarino, situato al centro del complesso, progettato anche questo da Candela è riconoscibile per la sua particolare copertura, a forma di ninfea. Per quanto non sia economico pranzare o cenare in questo ristorante è sicuramente un’esperienza unica, ci si ritrova, infatti, con oltre 10.000 pesci che nuotano intorno al proprio tavolo.

Anche se il ristorante è situato all’interno dell’Oceanografic, non è necessario acquistare il biglietto d’ingresso per mangiare al ristorante, è necessario, però, la prenotazione.

All’interno dell’Oceanografic non vi è un percorso prestabilito, la visita da parte del visitatore è libera, è, utile, perciò, per organizzarsi al meglio, conoscere i più importanti ecosistemi marini che sono riprodotti al suo interno. L’acquario è suddiviso in 8 ambienti, ciascuno dei quali è realizzato per garantire uno specifico microclima, secondo le necessità degli esemplari ospitati:

1) MEDITERRANEO

In nove acquari, di diverse dimensioni, a seconda dell’habitat, sono contenuti circa 7.400 esemplari tra pesci e invertebrati, che permettono di ammirare tutta la ricchezza biologica del Mar Mediterraneo.

2) ZONE UMIDE

All’interno di un’enorme voliera, a forma di sfera dal diametro di 26 metri, sono riprodotti due degli ambienti delle zone umide più peculiari della Terra: la foresta tropicale delle mangrovie americana e le zone paludose mediterranee. Qui si possono trovare tra gli altri i simpaticissimi fenicotteri rosa, ma anche l’ibis rosso.

3) CLIMI TEMPERATI E TROPICALI

In questa aerea sono riprodotti, in modo fedele, all’interno di due grandi acquari, gli spazi e le temperature delle acque tropicali e dei mari temperati, al fine di far compiere al visitatore un viaggio che, dalle acque temperate dell’Oceano Pacifico e dell’Atlantico, lo conduce fino alle acque dell’Oceano Indiano e dei Caraibi. I due acquari sono collegati mediante uno spettacolare tunnel sottomarino di 70 metri di lunghezza, il più lungo d’Europa, che da solo merita la visita di tutto l’Oceanografic.

Si ha davvero l’impressione di camminare sott’acqua divisi solo da uno spesso vetro.

4) OCEANI

All’interno di un unico acquario, con un volume di 7 milioni di metri cubi, uno dei più grandi al mondo, viene riprodotto l’ambiente dell’Oceano Atlantico, dalle Isole Canarie alle Bermuda, la presenza di vari tunnel che attraversano le vasche permettendo così di camminare mentre ad esempio gli squali, tra cui lo squalo toro e lo squalo grigio, nuotano proprio sopra le teste dei visitatori.

5) ARTICO

In una grande zona a forma di igloo, alto dodici metri, è ospitata la zona dell’Artico, al suo interno vi sono due piscine, oltre a scogliere rocciose e blocchi di ghiaccio che ricreano l’habitat dei trichechi e dei beluga.

6) ANTARTICO

I protagonisti di quest’area sono i pinguini di Humboldt, riconoscibili per la striscia nera sul petto. Al suo interno è stata ricostruita una scogliera rocciosa con aree dedicate per la cova e l’allevamento dei piccoli, oltre ad una zona subacquea dove è possibile osservare i pinguini che si immergono.

7) ISOLE

Questa struttura,collocata all’aria aperta, si ispira alle lontane isole sudamericane e viene riprodotta una scogliera rocciosa che ospita colonie di leoni marini della Patagonia.

8) MAR ROSSO – AUDITORIUM

In questo grande edificio, con il soffitto a forma di conchiglia, con una sala enorme adibito ad auditorium, sul cui fondo vi è un sorprendente acquario con tutti i coloratissimi pesci della Barriera corallina del Mar Rosso.

DELFINARIO

Il delfinario dell’Oceanografic di Valencia, con un totale di cinque piscine, con circa 23 milioni di litri di acqua, è il più grande del suo genere in Europa. Qui si possono osservare i delfini che, nel corso di spettacoli, mostrano tutta la loro abilità e intelligenza con tuffi, salti e altre acrobazie.

Il delfinario è destinato, oltre alle esibizioni dei delfini, al loro studio al fine di approfondire la conoscenza relativa alle abilità e ai comportamenti di questi magnifici mammiferi.

Come arrivare alla Città delle Arti e delle Scienze di Valencia

Dal centro di Valencia, attraversando i giardini del Turia, con una bella passeggiata o noleggiando delle biciclette si può raggiungere tranquillamente la Città delle Arti e delle Scienze, dove vi è anche un parcheggio riservato per le biciclette.

In caso contrario potete utilizzare la metropolitana (la numero 3 e la numero 5) anche se entrambe non fermano nelle immediate vicinanze, bisogna, infatti, scendere alla fermata Alameda, che si trova nei giardini del vecchio Turia a circa 15 minuti di distanza dalla Città delle Arti e delle Scienze.

Il mio consiglio è quello di raggiungere la Città delle Arti e delle Scienze in autobus: gli Autobus EMT che fermano alla Città delle Arti e delle Scienze sono diversi. L’ideale è prendere l’autobus n.95: questa linea costeggia il vecchio letto del fiume passando per il Parco de Cabecera, il Bioparc per, poi, arrivare nei pressi della Città delle Arti e delle Scienze. Il biglietto per una corsa semplice costa 1,50€.

Dove acquistare i biglietti

I singoli biglietti d’ingresso per l’ Hemisféric, il Museo delle Scienze Principe Felipe e l’Oceanogràfic si possono tranquillamente acquistare online oppure presso le biglietterie.

Il costo del biglietto dell’Oceanografic è sicuramente quello più elevato dei tre, costa, infatti, 31,30€.

Per questo vi consiglio di acquistare on line il biglietto combinato per due o tre attrazioni piuttosto che i singoli biglietti.

Ad esempio il biglietto combinato per Oceanogràfic e Museo delle scienze costa 32,80 € anche il biglietto combinato per Oceanogràfic e Hemisféric costa 32,80 €

Se pensate, invece, di visitare tutto il complesso della Città delle Arti e delle Scienze, (per farvi un’idea, le proiezioni del cinema Hemisfèric durano 45-50 minuti, comprensivo di un auricolare che vi permetterà di ascoltare l’audio in italiano, una visita al Museo delle scienze dura in media 3 ore, mentre per l’Oceanogràfic calcolate almeno 4 ore) vi consiglio di acquistare subito on line il biglietto per tutte le attrazioni (Hemisféric, Museo delle scienze ed Oceanogràfic) che è più conveniente visto che costa 38,60 €.

Qui potete acquistare on line i biglietti per le principali attrazioni della Città delle Arti e delle Scienze di Valencia.

Se avete voglia di continuare ad andare alla scoperta di Valencia, potete dare uno sguardo a questi articoli:

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